Per facilitare la scelta delle famiglie e le attività di orientamento le scuola del Comune di Bagno a Ripoli potrebbero cambiare presto denominazione.
O meglio, le attuali denominazioni potrebbero essere integrate in modo da renderle più facilmente identificabili.
Lo propongono i consiglieri di Fratelli d’Italia con una mozione ufficiale indirizzata al sindaco e al presidente del consiglio comunale della cittadina toscana.
Secondo gli esponenti del partito di Giorgia Meloni questo servirebbe a rendere pubblico e trasparante “l’orientamento insegnato e voluto dal corpo docente e dalla Dirigenza scolastica”; ai nomi ufficiali andrebbero infatti aggiunte le espressioni del caso: “politicamente schierata a sinistra” oppure “ideologicamente comunista“, oppure“favorevole alle teorie lgtbq+ e/o woke”, o ancora “antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica”.
In questo modo sarebbe possibile consentire alle famiglie con figli in età scolastica di individuare e scegliere, tra gli istituti scolastici forniti delle suiddette denominazioni aggiuntive, i più adatti.
Il “ragionamento” dei consiglieri di FdI è semplice: visto e considerato che nelle scuole del territorio anziché insegnare “si fa politica”, allora tanto vale che i genitori lo sappiano e che le scuole stesse rendano esplicito il proprio orientamento, ivi compreso quello antifascista (che, è bene non dimenticarlo, è assolutamente coerente con il dettato costituzionale).
La risposta del sindaco non si è fatta attendere.
Il primo cittadino Francesco Pignotti ha subito replicato: “I consiglieri di Fratelli d’Italia ci chiedono di schedare le nostre scuole. Proprio come al tempo del fascismo. Scuola “antifascista”, “di sinistra”, “favorevole alle teorie lgbtq+”, “woke”. Accanto ai nomi delle scuole propongono di aggiungere queste etichette”.
“È tutto vero – ribadisce Pignotti – hanno protocollato una mozione che invita l’amministrazione a cambiare la denominazione ufficiale. Non è solo una grave provocazione, ma un attacco vergognoso alla libertà delle nostre scuole, un’intimidazione senza pudore ai nostri insegnanti e alle nostre dirigenti”.
“L’orrore del fascismo – aggiunge ancora il sindaco – cominciò proprio così, iniziando a distinguere le persone in base alla loro ideologia politica, alla razza, alla religione, all’orientamento sessuale. Abbiamo già visto come andò a finire. Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli vuole riportarci a un passato buio. Ai tempi del Ministero dell’educazione nazionale, quello fondato da Mussolini, con le liste di proscrizione dei professori non allineati, le persecuzioni”.
“Dovunque i consiglieri di Fratelli d’Italia vogliano arrivare – conclude il sindaco – sappiano che qui a Bagno a Ripoli troveranno sempre una comunità unita nel difendere la propria scuola, i suoi insegnanti e il diritto di istruirsi..