In un panorama scolastico sempre più complesso, il benessere di chi ogni giorno abita le aule e gli uffici è diventato un tema centrale.
Un recente report, curato dal Comitato Unico di Garanzia (C.U.G.) dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte in collaborazione con l’Osservatorio Regionale per la sicurezza nelle scuole, ha tracciato un quadro dettagliato della percezione del benessere lavorativo tra dirigenti, docenti e personale ATA.
Se da un lato emergono forti pilastri relazionali, dall’altro le “considerazioni conclusive” del documento evidenziano criticità trasversali che richiedono interventi urgenti da parte dell’Amministrazione.
Dall’analisi dei dati emerge una realtà fatta di ostacoli quotidiani che minano la serenità del personale. Una delle criticità più sentite riguarda la difficoltà nel conciliare i tempi della vita privata con quelli del lavoro, un problema che accomuna trasversalmente tutte le figure professionali interpellate.
A gravare sul clima interno è anche la diffusione del pettegolezzo, indicato come un fattore capace di inquinare pesantemente le relazioni interpersonali.
Sul fronte professionale, si registra una preoccupante discrepanza tra l’impegno individuale e la scarsa valorizzazione dell’immagine pubblica della professione, percepita come poco apprezzata sia dalla società esterna che dall’Amministrazione centrale.
Questo senso di svalutazione, unito a un sovraccarico di adempimenti burocratici percepiti come meccanici o inutili, alimenta un profondo pessimismo verso il futuro.
Le “sofferenze” non sono identiche per tutti i profili.
Gli insegnanti, in particolare quelli delle scuole secondarie di secondo grado, lamentano un carico eccessivo di adempimenti aggiuntivi oltre all’insegnamento (76% dei casi). Questo genera uno “straniamento” e la sensazione di svolgere attività poco utili. Inoltre, circa il 39% dei docenti dichiara di non sentirsi pienamente parte di una “squadra”.
Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, le criticità maggiori risiedono nella mancanza di chiarezza organizzativa (il 55% del personale tecnico/amministrativo rileva incertezza su “cosa fare e chi deve farlo”) e in una percepita carenza di imparzialità da parte della dirigenza. Non sorprende, dunque, che il 49% del campione ATA esprima il desiderio di cambiare lavoro o ambiente lavorativo.
Il C.U.G. non si è limitato all’analisi, ma ha avanzato proposte concrete per invertire la rotta. Le direzioni suggerite mirano a trasformare le criticità in punti di partenza per un nuovo benessere organizzativo:
In conclusione, sebbene la dimensione relazionale e il senso di appartenenza rimangano i veri “ammortizzatori” del sistema scuola, il malessere legato alla burocrazia e alla percezione di inutilità di alcune mansioni non può essere ignorato. La sfida per l’Amministrazione, come sottolineato dal Presidente del C.U.G. Elena Cappai, sarà quella di dare seguito a queste proposte attraverso un ascolto strutturato e azioni concrete di formazione e supporto.