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Diplomati magistrale, ci vuole un decreto legge

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Nei confronti dei diplomati magistrale si sta consumando una “intollerabile ingiustizia”: è questo il senso del comunicato dei Cobas diramato dopo l’ennesimo incontro avuto con i dirigenti del Miur che si stanno occupando del problema.

Cosa dicono i Cobas

“Il Ministero – spiegano i Cobas – ha relazionato sulle conseguenze che il parere dell’Avvocatura dello Stato avrà sulla situazione dei diplomate/i magistrali, sottolineando che l’Avvocatura ha preso atto che i TAR dovranno esprimersi con sentenze che ricollocheranno in II fascia di Istituto non solo le precarie/i ma anche chi è stata/o assunta/o in ruolo”.

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“Per parte nostra – aggiunge il portavoce nazionale Piero Bernocchi – abbiamo ribadito come solo un riconoscimento del diritto di tutte/i le/gli abilitate/i ad essere inserite/i in una graduatoria (riapertura GAE) per l’assunzione in ruolo può sanare la situazione di fronte al caos che lo stesso MIUR ha contribuito a creare con una politica di non intervento sulla questione pur nota da anni”.

Va detto che sulla riapertura delle GAE non tutto il sindacalismo di base è concorde.
“Per – sostiene per esempio Luigi Del Prete, segretario nazionale USB – noi è necessario prevedere innanzitutto che i 7mila docenti già immessi in ruolo e sui quali pende il parere del Consiglio di Stato vengano comunque confermati definitivamente in ruolo con un provvedimento legislativo. A quel punto bisognerà prevedere un intervento analogo anche per i 7mila controinteressati che sarebbero assunti se i diplomati già in ruolo venissero rinviati nelle graduatorie di seconda fascia.  Ma il cerchio va chiuso con un provvedimento che riconosca anche il pieno diritto all’assunzione per tutti coloro che raggiungono i 36 mesi di supplenza”.

Lo sciopero del 2 e 3 maggio

Intanto Anief e Saese stanno preparando lo sciopero del 2 e 3 maggio per chiedere una soluzione al problema.
Problema di cui anche la parte politica è ben consapevole; si parla infatti di un possibile decreto legge, ma non è ancora chiaro se un provvedimento del genere possa essere adottato dal Governo in carica o se si debba attendere la formazione del nuovo esecutivo.