Home Attualità Diretta funerali Giulia Cecchettin, presenti anche studenti, docenti e ds

Diretta funerali Giulia Cecchettin, presenti anche studenti, docenti e ds

CONDIVIDI

Si sta svolgendo in questi momenti il funerale di Giulia Cecchettin, la giovane donna uccisa dall’ex fidanzato. La storia di Giulia ha coinvolto e unito tutta la nazione, dall’ambito politico a quello culturale e televisivo.

Oggi, martedì 5 dicembre, a partire dalle ore 11.00 in diretta su diversi canali TV e anche sui siti di informazione è trasmesso il funerale di Giulia. A partecipare, secondo quanto riporta RaiNews, sono 40 familiari stretti e 360 amici e conoscenti. Alle esequie presiedute dal vescovo di Padova, Claudio Cipolla presenti anche 30 membri dei consigli pastorali di Vigonovo e Saonara e i compagni di classe di Davide, il fratello minore di Giulia, la classe 4C dell’Istituto Fermi. Ci saranno 20 studenti, 8 professori, il preside e i 2 vicepresidi. La Basilica di Santa Giustina è stata scelta per la grande capienza e oltre al corpo della prima martire cristiana padovana – Giustina – e al corpo dell’evangelista san Luca, custodisce anche il corpo di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, conosciuta come la prima donna laureata al mondo.

A partecipare, in prima fila, il governatore Luca Zaia che ha anche decretato il lutto regionale e bandiere a mezz’asta oggi nelle sedi della Regione Veneto, in coordinamento con le Prefetture del Veneto.

I familiari e gli amici di Giulia hanno appeso al petto il fiocco rosso, simbolo della lotta al femminicidio. Fuori la basilica una folla di gente segue la diretta del funerale (più di 8000 persone).

Le parole del vescovo Cipolla

Nella sua omelia, il vescovo ha parlato di amore: “Nella libertà potete amare meglio e di più”. E invocando Dio ha detto: “Insegnaci la pace tra i generi, tra maschi e femmine, tra uomini e donne, la pace tra le generazioni, giovani, adulti e anziani”. Ha poi aggiunto un pensiero all’assassino: “Chiediamo la pace del cuore per Filippo e la sua famiglia“.

Ecco un altro stralcio dell’omelia del vescovo Cipolla: ”La conclusione di questa  storia lascia in noi amarezza, tristezza, a tratti anche rabbia ma quanto abbiamo vissuto ha reso evidente anche il desiderio di  trasformare il dolore in impegno per l’edificazione di una società e  un mondo migliori, che abbiano al centro il rispetto della persona  (donna o uomo che sia) e la salvaguardia dei diritti fondamentali di  ciascuno, specie quello alla libera e responsabile definizione del  proprio progetto di vita”. 

”Questo impegno è indispensabile – prosegue – non solo per garantire  qualità di vita al singolo individuo ma anche per realizzare quei  contesti sociali e quelle reti in cui le persone siano valorizzate in  quanto soggetti in grado di dare un contributo originale e creativo”.

Mattarella ricorda Giulia: “Riaffermare rispetto della vita”

“Il valore e il rispetto della vita vanno riaffermati con determinazione in ogni ambito, circostanza e dimensione, in questo momento in cui sono in corso i funerali di Giulia Cecchettin”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia delle Stelle al merito del lavoro al Quirinale.

Il padre di Giulia ringrazia tutti per il sostegno e parla anche di scuola

Il padre di Giulia ha preso parola, ricordando Giulia e ringraziando tutti per il sostegno.

“Mi rivolgo per primi agli uomini, parliamone con gli altri maschi, dovremmo essere coinvolti, ascoltano le donne e non girando la testa”.

“Educhiamo i figli ad accettare le sconfitte”.

“La scuola ha un ruolo fondamentale, investire in programmi specifici. Dobbiamo assicurarci che le scuole siano luoghi sicuri e inclusivi per tutti”.

Il padre ha parlato anche di femminicidio, patriarcato e ha fatto un appello alle istituzioni per convogliare le forze politiche lavorando insieme nel contrasto alla di violenza di genere.

LEGGI IL DISCORSO COMPLETO

Il lungo applauso all’uscita del feretro

Un lunghissimo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro dalla basilica.

Insieme all’applauso, la folla sta facendo rumore con delle chiavi e urla, così come aveva chiesto la sorella Elena per far sentire viva la voce del contrasto alla violenza sulle donne.