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Dirigenti scolastici a termine e solo se graditi a docenti e ATA

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Basta con i dirigenti scolastici “inchiodati” nella stessa scuola per tanti anni: i ds devono ruotare ogni tre anni e non possono mettere le radici come accadeva con i presidi di un tempo.
La proposta arriva da Libero Tassella, insegnante campano e “animatore” del gruppo FB Professione Insegnante

Le ragioni della proposta

Secondo Tassella, infatti, oggi i dirigenti scolastici sono titolari di un potere molto ampio e con pochissimi vincoli e proprio per questo possono indirizzare il funzionamento della scuola in modo molto significativo.
Tassella elenca tutto ciò che i ds possono oggi fare: condizionare pesantemente la didattica e le caratteristiche dell’offerta formativa, gestire l’organico dell’autonomia, articolando le cattedre curriculari e potenziamento oltre che “gestire il collegio dei docenti come una conferenza di servizio”.

“A breve – aggiunge il docente campano – i ds avranno anche il potere di sospendere il docente dal servizio per dieci giorni (vedi coda contrattuale di luglio) e spesso governano i tavoli negoziali con RSU amiche, che loro stessi hanno fatto eleggere”.

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Senza dimenticare che “nella chiamata diretta si scelgono chi gli aggrada titolare dell’ambito ed hanno una grande discrezionalità nell’assegnare i bonus premiali”.

“Ecco perché – conclude Tassella – i DS della 107 devono ruotare ogni tre anni e se vogliono il rinnovo del contratto triennale da parte del direttore scolastico regionale devono avere alcuni requisiti certificati da visite ispettive”.
E – ciliegina sulla torta, come si usa dire – al termine del mandato triennale i ds devono ottenere il gradimento di docenti e Ata mediante un questionario assolutamente anonimo.
La proposta, per essere messa in pratica, dovrà ovviamente essere accolta dal Ministro e quasi certamente anche dal Parlamento che dovrebbe modificare non poche norme di legge per renderla realizzabile.

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