Home Personale Docenti religione, ecco la proposta dei sindacati per assumere i precari

Docenti religione, ecco la proposta dei sindacati per assumere i precari

CONDIVIDI

Incontro al Miur in mattinata tra i rappresentanti sindacali e l’amministrazione centrale per illustrare la proposta unitaria di reclutamento dei docenti precari di religione.

Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato l’urgenza della situazione: l’ultimo concorso per i docenti di religione, da cui si è attinto per le assunzioni a tempo indeterminato, risale al 2004, mentre in questi anni il numero degli insegnati precari è cresciuto al punto da superare il numero di quelli di ruolo: mentre solo 12.114 sono i docenti con contratto a tempo indeterminato, 15.218 sono i docenti precari.

Icotea

La proposta illustrata dalle organizzazioni sindacali, segnala la Flc Cgil – prevede un concorso per titoli riservato al personale in possesso dell’idoneità all’insegnamento, con almeno 36 mesi di servizio, quindi la predisposizione di una graduatoria per titoli e servizi da cui attingere per la copertura delle assunzioni.

Nel 2010/21 dovrebbe essere poi bandito il concorso ordinario previsto dalla Legge 186/2003.

La Fgu/Snadir, dal canto suo, ha evidenziato in modo preciso e puntuale l’ingiusta condizione lavorativa dei precari che insegnano religione: il sindacato, che raccoglie un alta percentuale di docenti di religione, reputa inoltre necessario attuare una procedura semplificata di assunzione in ruolo che soddisfi le legittime aspettative di tutti i docenti di religione precari e che sia risolutiva per tutte le Regioni italiane.

Da tempo, lo Snadir guarda con attenzione al modello di Bolzano e Trento, cioè un concorso per soli titoli e servizio degli insegnanti di religione con almeno 36 mesi di servizio oppure un concorso con la sola prova orale non selettiva sul modello di quello previsto per gli abilitati nella scuola secondaria e per i diplomati magistrali.

Infine, le organizzazioni sindacali hanno proposto anche di aumentare nell’arco di un triennio la quota prevista per l’immissione in ruolo dall’attuale 70% al 96%: in tal modo si avrà un graduale assorbimento del precariato di religione e successivamente, dal 2021, si potrà procedere con un concorso ordinario.

L’Amministrazione si è riservata di esaminare la proposta unitaria e le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro per avere sollecito riscontro sulla proposta presentata.