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30.09.2025

Educazione civica: il libro del generale Vittorio Antonio Stella “Una storia patrimonio di tutti” può essere un strumento utile per la scuola

Dalla nostra lettrice Anna Maria De Luca riceviamo questa segnalazione di un testo che può certamente interessare i nostri lettori.

La storia contemporanea può diventare un potente strumento di educazione civica, con spunti metodologici innovativi e trasversali, utili per stimolare la capacità critica nei ragazzi, oltre che le conoscenze interdisciplinari necessarie per navigare questi nostri tempi. Accade con “Una storia patrimonio di tutti”, scritto dal generale Vittorio Antonio Stella, un libro che esce dai parametri dei libri classici scolastici per entrare nel cuore della realtà e portare docenti e studenti dritti dentro i fatti.

Con questo libro l’esperienza di vita arriva anche tra i banchi di scuola, ai ragazzi ed alle ragazze che diventeranno maggiorenni.  Il libro apre per le scuole grandi temi oggetto di approfondimento ed è utile per aiutare i docenti a dare risposte in maniera propositiva. In particolare, il concetto di responsabilità, tema al quale La Tecnica della Scuola è sempre stata attenta, centrale anche nel contesto militare in Afghanistan. Come gli studenti e le studentesse possono trarre insegnamento da quei fatti?
Il libro propone un approccio innovativo all’educazione alle regole, dimostrando che esse non sono principi astratti ma strumenti operativi per orientarsi in contesti complessi. Come renderle comprensibili ai giovani nelle scuole?

Il rispetto del diritto delle organizzazioni internazionali, umanitario e dei conflitti rappresenta un esempio concreto di come i valori democratici possano essere applicati in maniera più o meno coerente al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Come i docenti dovrebbero impegnarsi nel far navigare gli studenti dentro la realtà?

“Una storia patrimonio di tutti” stimola negli studenti la capacità di analizzare fonti diverse e costruire opinioni consapevoli su questioni complesse, l’interpretazione critica dell’informazione su conflitti internazionali e le missioni militari, la riflessione sui dilemmi etici e lo sviluppo di un sistema di valori coerente con i principi democratici. Come possono oggi i giovani sviluppare un pensiero non condizionato e come le istituzioni dovrebbero sviluppare un sano canale di comunicazione con le nuove generazioni?

L’approccio trasversale richiesto dalle nuove linee guida di educazione civica viene incarnato nel libro che invita a collegamenti con storia, geografia, diritto, filosofia, italiano, sociologia. Quanto è importante per il futuro del Paese lo sviluppo di una sana capacità di analisi e corretta proposizione critica per orientare gli studenti nell’interdisciplinarietà e complessità del sapere, e lo sviluppo di una coscienza di sicurezza nazionale?

Il libro collega i principi costituzionali con la loro applicazione nelle missioni internazionali di pace narrando esempi concreti, come quello del Caporal Maggiore Di Lisio, che incarnano il rispetto del diritto internazionale e dei conflitti armati. Il che rientra in uno dei tre nuclei concettuali dell’educazione civica, secondo il DM 183/2024, quello di Costituzione, legalità, solidarietà. Che valore ha oggi l’esempio concreto?

L’Afghanistan come caso di studio offre un caso concreto per capire le collaborazioni internazionali e le missioni multilaterali, analizzare la complessità culturale dei contesti locali, riflettere sui dilemmi morali delle operazioni militari e sull’importanza delle regole etiche. In che modo occorrerebbe fare approcciare le nuove generazioni al libro e allo studio della storia?

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