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Educazione motoria nella scuola primaria. Elisabetta Nigris: no a uno specialista senza formazione pedagogica

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Il sindacato Flc Cgil in un appuntamento a distanza, tratta il tema della educazione motoria alla scuola primaria e dà spazio a voci molto critiche.

Monica Fontana

“Spiace constatare che c’è una sottovalutazione delle competenze necessarie del docente di educazione motoria”. Così l’Associazione professionale Proteo Rare Sapere nella persona dell’esperta Monica Fontana. Chi ha lavorato alla formula concorsuale che selezionerà i futuri docenti di educazione motoria avrebbe commesso un “errore di semplificazione” con quella spinta al disciplinarismo che non si preoccupa delle competenze didattico-pedagogiche dei candidati docenti: “Quando si fanno queste prove, la scelta a monte è stata quella della semplificazione da parte di chi ha ideato le prove. Fatto lo scritto, poi si chiede di progettare didatticamente in fase di orale. Non è un percorso solido e logico, non è questa la strada,” lamenta Monica Fontana.

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E aggiunge: “Questo provvedimento della specializzazione dell’attività motoria si inserisce nel trend dell’inserimento di altre figure a scuola: dallo psicologo al pedagogista, come sostegno della comunità educante. Sicuramente nella fase della pandemia queste figure possono essere di supporto per il recupero delle fragilità sociali. Ma se si intende sostenere che questo percorso serva a ridurre la dispersione scolastica, è giusto dire che questo fenomeno avrebbe bisogno di ben altri provvedimenti. Nella scuola primaria abbiamo bisogno soprattutto di docenti che possiedano tutte quelle competenze che permettano loro di entrare nei meccanismi del dialogo educativo. Questo provvedimento dovrebbe avere un orizzonte di lungo periodo, insomma, un maggiore respiro,” conclude.

Elisabetta Nigris

Era necessaria questa specializzazione? Non sembra essere stata accompagnata da una riflessione pedagogica. A rispondere stavolta è Elisabetta Nigris, esperta pedagogista: “No, non era necessaria questa specializzazione. C’è stato dibattito? Sì e andava nella direzione opposta. Il dibattito cercava di intercettare chi nel Ministero potesse bloccare questo intervento. Io credo che l’anno del Ministero Bussetti – afferma durissima – abbia fatto dei danni che pagheremo nei prossimi venti anni sul fronte della politica educativa. Sono stati eliminati i percorsi formativi degli insegnanti della secondaria per 5 anni e anche se adesso ripartiremo (peraltro con un decreto per molti versi discutibile), in ogni caso abbiamo perso 5 anni: è 5 anni che vengono immessi nella scuola insegnanti non sufficientemente formati. E ricordiamoci che sempre in quell’anno sono stati immessi in ruolo 45mila insegnanti di scuola primaria senza titolo e abbiamo avuto il regalo dello specialista, oltre al pericolo che andassero a ristrutturare la primaria per inserire insegnamenti specialistici sulla disabilità che andavano nella direzione opposta alla ricerca degli ultimi 30 anni”.

“Una decisione, quella dello specialista di educazione motoria, che si inserisce in questo quadro che va nella direzione opposta della formazione di qualità degli insegnanti,” conclude la Nigris.

“Una seconda riflessione: c’è sicuramente il pericolo che vengano inseriti nella scuola altri specialisti, ma io non metto sullo stesso piano la possibilità di avere un supporto psicologico o pedagogico per gli insegnanti con la possibilità di avere specialisti di motoria esterni senza specifica formazione per la primaria o esperti di tecnologia o di musica. Io credo che sia veramente grave, è un grande pericolo, dobbiamo fare barriera a questa tendenza”.