Home I lettori ci scrivono Esame di stato e “totocommissioni”

Esame di stato e “totocommissioni”

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La legge sull’esame di stato alle secondarie prevede, a ragione, un bonus di 5 punti per alunni meritevoli, che si sono distinti nel corso di studi per serietà, impegno e risultati. Ecco allora la possibilità di accedere al diritto del bonus se l’alunno meritevole raggiunge il prerequisito di 70 alla prova d’esame(prova scritta a partire da 40 + voto prova orale).

La legge, però, lascia margini di discrezionalità alla commissione d’esame nel decidere quanti e come distribuire i punti bonus. Ed è qui che il ragazzo deve avere la fortuna di capitare con la commissione più rigida o meno rigida. Infatti capita che alunni a parità di merito di esito di esame si ritrovano un bonus diverso e perciò un voto finale diverso, solo perché non hanno al stessa commissione.

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Può capitare anche che in presenza della stessa commissione alunni, che raggiungono quota 95 con le prove d’esame e con credito scolastico, si ritrovano alcuni con 100/100 per uno scritto superiore a 40/45 e altri con un voto inferiore a 100/100 per uno scritto di 40/40 e un credito di 25/25 e 30 prova orale.

Allora mi chiedo questa discrezionalità nella scelta dei parametri di attribuzione del bonus non può generare disparità tra un alunno e l’altro? Insegniamo il merito ai nostri ragazzi, se vogliamo che siano cittadini onesti ed impegnati! E’ per questa discrezionalità che al liceo scientifico di Assisi mio figlio si è visto maturo con un 98/100 e non con un 100/100, pur avendo tutti i prerequisiti (40+30+25). A volte le leggi sono più giuste degli uomini che le applicano.