Home Personale Flc Cgil Sicilia: basta aggressioni, recuperare la dignità della professione docente

Flc Cgil Sicilia: basta aggressioni, recuperare la dignità della professione docente

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Un seminario è stato organizzato, oggi 16 aprile, dalla Flc-Cgil Sicilia, in collaborazione con Proteo Fare Sapere Sicilia, sul tema: “Recuperare la dignità e il prestigio della professionalità docente”, presso il liceo classico Giovanni Meli di Palermo.

Francesco Sinopoli

L’evento nasce a pochi giorni di distanza dall’aggressione subita proprio a Palermo da un docente dell’istituto comprensivo Abba-Alighieri, ha spiegato il segretario nazionale, Francesco Sinopoli. Che ha continuato: “Non si tratta più di fatti isolati – perché quando si ripetono episodi con questa cadenza è evidente che siamo di fronte ad un fenomeno di carattere culturale, di una profonda regressione delle relazioni tra scuola e società. Noi abbiamo bisogno di rifondare il patto educativo tra scuola e famiglia, ricostruire la missione costituzionale della scuola, di restituire dignità e prestigio a chi nella scuola lavora. Per farlo serve cancellare le riforme degli ultimi anni, rilanciare un’idea di scuola democratica che ha il fine di arginare le diseguaglianze e non di alimentarle. Per esempio nel Mezzogiorno, affrontare il nodo del tempo pieno e quindi aumentare gli organici e, in vista del prossimo rinnovo contrattuale, mettere al centro salari e professionalità”.

Graziamaria Pistorino

La segretaria regionale Graziamaria Pistorino, intervenuta anche lei, ha detto: “Il ruolo sociale dell’insegnante è cambiato e si è impoverito così come le risorse che sono state assegnate in questi ultimi 10 anni alla scuola. Dal 2008 ad oggi la scuola, sempre più povera, è incapace di svolgere un ruolo di comunicazione autentica con famiglie e alunni. Anche il rapporto con la valutazione adesso è molto più asettico, basato semplicemente sul voto, mentre prima si basava sul giudizio, una modalità più approfondita e articolata. Non parliamo del recupero che, con la eliminazione delle compresenze, non consente l’approfondimento delle discipline né un’adeguata relazione educativa. Queste le cose che mancano alla scuola e che darebbero nuova autorevolezza agli insegnanti. Investire nella scuola significa investire nella civiltà del Paese”.

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