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Formazione dei docenti: obbligatoria o facoltativa? Teniamo conto anche di cosa dice la Costituzione

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Con il prossimo contratto scuola, Aran e sindacati dovranno affrontare il nodo della formazione del personale e di quello docente in particolare.

Il problema è noto: la legge 107 assegna carattere di obbligatorietà alla formazione dei docenti, ma i sindacati contestano questa norma e sostengono che la formazione è materia squisitamente contrattuale e non può essere definita in modo unilaterale dall’Amministrazione.
In linea di principio la norma contenuta nella legge 107 potrebbe essere disapplicata per via contrattuale ma il problema non è di facilissima soluzione anche perché il tema della formazione ha rilevanza costituzionale in quanto è contenuto nell’articolo 35 della Carta, quello che apre la sezione sui rapporti economici.

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Il secondo comma dell’articolo in questione evidenzia che lo Stato “cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori” facendo intendere che lo Stato è tenuto ad intervenire per migliorare la preparazione dei lavoratori.

Non tutti sanno che questo comma fu voluto proprio da Aldo Moro che, nel proporlo, sostenne di aver “preferito la parola formazione all’altra istruzione perché quest’ultima ha carattere ristretto, mentre qui si vuol mettere in rilievo che la Repubblica assume il compito non solo di istruire in senso tecnico, ma anche di formare la mentalità e la tecnica per il lavoro professionale”
“Si aggiunge – proseguiva Moro – la elevazione professionale come indicazione sintetica di un complesso di provvedimenti tendenti ad ottenere un livello più alto di vita professionale, culturale e tecnica dei lavoratori”.

Quindi, per stabilire se la formazione dei docenti debba essere o meno obbligatoria sarebbe opportuno tenere in considerazione anche l’intero contesto legislativo e in particolare le norme di rango costituzionale.