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Gelmini dice sì alla Bibbia come libro di testo

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Il ministro Gelmini torna a schierarsi a favore del ‘partito’ che vorrebbe la Bibbia letta con continuità, magari come libro di testo, all’interno delle scuole italiane: commentando l’iniziativa del settimanale Famiglia cristiana “Un milione di Bibbie per un milione di famiglie”, il responsabile del Miur ha fatta sapere, attraverso una lettera inviata alla rivista dei paolini, che “è un`iniziativa a cui sono favorevole come Ministro, come credente e come cittadina italiana“.
L’apertura del Ministro ha, infatti, componenti trasversali. Ad iniziare da quelle storiche. “La scuola – si legge nella lettera – deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana. E’ quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti“. La lettura della Bibbia a scuola, per il ministro, “può quindi contribuire in maniera determinante a trasmettere ai nostri figli quel patrimonio culturale, storico e spirituale che può difendere la nostra società dall`egoismo, dal materialismo, dall`intolleranza“.

La forte presa posizione del ministro dell’Istruzione verso uno dei simboli più ‘forti’ della religione cattolica non è comunque una novità. La Gelmini non ha mai nascosto il suo attaccamento verso determinati valori: già lo scorso anno – in occasione della sentenza della sentenza dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che definì l’esposizione del crocifisso nelle aule della scuola pubblica “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e alla “libertà di religione degli alunni” – replicò a caldo sostenendo la sua contrarietà per quel genere di interpretazione annunciando il ricorso a nome del Governo.
L’auspicio di Gelmini, di vedere presto la Bibbia tra i libri di testo scolastici, non è per niente piaciuto all’opposizione. Il ministro Gelmini – ha detto il capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni – cominci con il portare la Bibbia in Consiglio dei ministri visto che molti suoi colleghi non conoscono il significato della parola carità. Con la sua lettera sembra che il ministro Gelmini cerchi rifugio nella Bibbia per nascondere il caos valoriale che regna in un Governo che giustifica chi spara sui clandestini, che pensa che l`uguaglianza davanti alla legge sia da valutarsi caso per caso e che – ha concluso l’esponente democratica – è sostenuto da chi dice che è lecito prostituirsi per fare carriera“.