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Gita scolastica, alunna si rompe le caviglie: avrà un risarcimento di 13mila euro

Come abbiamo spesso raccontato, gli incidenti in gita scolastica sono molto frequenti. Una studentessa in visita al Giardino di Boboli a Firenze si è rotta entrambe le caviglie nel 2016. Ora, come riporta Il Corriere della Sera, le spetterà un risarcimento di 13mila euro.

La ricostruzione dei fatti

Ma cosa era successo? La ragazza, sedicenne all’epoca dei fatti, durante una pausa si era seduta su una delle panchine presenti nell’area. La panchina però all’improvviso ha ceduto e lei è caduta a terra e parte della struttura le è arrivata sulle gambe, schiacciandole entrambe le caviglie.

Il Tribunale di Firenze ha condannato il Ministero della Cultura a risarcire la ragazza per tutti i danni subiti. Per il giudice l’ente è l’unico responsabile dell’incidente perché “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito” come recita l’articolo 2051 del Codice Civile.

Dal procedimento è emerso che tutti i manufatti in pietra del sito non subiscono manutenzione quotidiana ma periodica, perché si tratta di pietra antica, e quindi va trattata con diverse regole rispetto al resto. Ma per il Tribunale ministero e Uffizi “non hanno offerto alcuna prova in merito alla manutenzione effettuata nel periodo antecedente all’incidente, tantomeno della panchina oggetto di causa”.

Subito dopo il cedimento, la ragazza, oggi 25enne, era dolorante e le sue caviglie sono gonfiate col passare dei minuti. Le hanno applicato del ghiaccio e dopo una prima visita i genitori hanno chiesto ai docenti di riportarla a Riccione, da dove proveniva la scolaresca. Ferrovie dello Stato ha messo a disposizione della ragazza una carrozzina e dopo alcune ore è arrivata in Emilia Romagna per curarsi in ospedale.

Una docente si è fatta male in gita e non è stata risarcita

Ieri abbiamo trattato un altro caso di incidente in gita in cui una docente, stavolta, si è fatta male ma non ha ricevuto un risarcimento.

Il motivo? Secondo i giudici non è riuscita a produrre la documentazione necessaria per dimostrare il nesso tra fatto subìto e una certa inadempienza.

Il fatto è accaduto, come riporta Il Sole 24 Ore, al termine di una visita d’istruzione: una docente è inciampata su una radice sporgente e ha riportato una frattura all’omero. Il Tribunale di Lecco, con la sentenza n. 547/2025 del 14 novembre scorso, ha chiarito un punto importante: non basta subire un incidente su suolo pubblico per vedersi riconoscere il risarcimento.

Il problema, secondo il Tribunale, è stato la mancanza di prove concrete. La prof ha prodotto una fotografia e la testimonianza di una collega, che ha confermato soltanto la caduta senza poter descrivere in maniera precisa il punto in cui è avvenuta o le condizioni del marciapiede.

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