BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
Aggiornato il 10.02.2026
alle 10:13

Studenti ansiosi incontrano gli psicologi online 5 volte l’anno, critiche Pd: presenti a scuola farebbero molto di più, apriamo sportelli no “app”

Giungono risposte diverse, anche opposte, sull’iniziativa – avallata un paio di giorno fa dalle Regioni in Conferenza unificata – del sostegno psicologico on line per gli studenti dai 13 ai 15 anni, fruibile attraverso la piattaforma ministeriale “Unica”. Se gli psicologi, che entreranno in scena in prima persona, apprezzano e non lo nascondo, dai banchi dell’opposizione politica emerge più di qualche perplessità.

Partiamo dai primi. Secondo Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi “è un segnale concreto e atteso di attenzione al benessere psicologico delle ragazze e dei ragazzi e al ruolo della scuola come luogo di crescita e di prevenzione del disagio”.

Gli studenti iscritti alle classi di terza media e del biennio iniziale delle scuole superiori, potranno fruire, per una sola volta nel corso dell’anno scolastico, di un voucher da 250 euro per cinque incontri della durata di 60 minuti ciascuno.

“Il servizio – ha aggiunto Gulino – riconosce il valore dell’ascolto professionale e qualificato per intercettare precocemente i bisogni e le fragilità dell’età evolutiva e accompagnare i percorsi di sviluppo degli studenti”.

“Apprezziamo – ha proseguito – l’impianto della misura e la scelta di valorizzare le competenze degli psicologi in raccordo con la rete dei servizi territoriali, perché solo così si può garantire qualità e continuità agli interventi, soprattutto in questo periodo di evidenti criticità adolescenziali. Ringraziamo, inoltre, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per la collaborazione avviata: il benessere psicologico degli studenti è una condizione essenziale per una scuola davvero centrata sulla persona e sul pieno sviluppo dei suoi talenti”, ha concluso Gulino.

Di tutt’altro avviso Irene Manzi e Ilenia Malavasi, capogruppo Pd alla Camera in commissione Istruzione e Affari sociali: in una nota congiunta, le dem apprezzano l’iniziativa, realizzata, sostengono, “grazie alla battaglia portata avanti dal Partito Democratico e all’emendamento approvato alla legge di bilancio dello scorso anno su nostra iniziativa e con le risorse del gruppo parlamentare Pd”. Ma poi dicono anche che “è solo un primissimo, significativo, passo” e “non possiamo accontentarci perché quella annunciata dal ministro è ancora una risposta parziale ed insufficiente rispetto ai bisogni reali delle ragazze e dei ragazzi. Rispetto alla comunità scolastica non è sufficiente una semplice ‘app’ di supporto psicologico“. “

“La scuola – continuano Manzi e Malavasi – è una comunità educativa viva e complessa. Per questo lo psicologo deve farne parte in presenza, essere riconoscibile, accessibile, integrato nel contesto scolastico. Pensare di rispondere al disagio giovanile solo con uno strumento digitale significa non cogliere fino in fondo la natura del problema. Uno psicologo presente a scuola può fare molto di più: attività di gruppo, prevenzione, lavoro all’interno delle classi, consulenza a docenti e personale scolastico, supporto alle famiglie, accompagnamento continuo degli studenti”.

“Tutte dimensioni comunitarie che una app può affiancare ma non sostituire. Per noi questo resta l’obiettivo: uno sportello psicologico strutturalmente inserito nella comunità scolastica integrato in un team multidisciplinare – come presidio educativo e di benessere, non come intervento emergenziale. Su questo siamo pronti a collaborare insieme alla maggioranza, come fatto con la legge di bilancio 2025″, hanno concluso le due dem.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate