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05.06.2026

Gli studenti diffondono foto di locali scolastici danneggiati. I sindacati difendono la scuola

Continua a far discutere il caso dello studente di un istituto scolastico del Pordenonese che nei giorni scorsi è stato destinatario di un provvedimento disciplinare dopo aver fotografato alcune infiltrazioni d’acqua presenti in un’aula e aver diffuso l’immagine agli organi di informazione per denunciare lo stato dell’edificio scolastico.

Sulla vicenda intervengono ora le principali organizzazioni sindacali del comparto scuola – Gilda-Unams, Snals/Confsal, Cisl Scuola, Anief e Uil – che, in una nota congiunta, esprimono sostegno al personale scolastico e richiamano l’importanza del rispetto delle procedure interne previste dalle istituzioni educative.

La dirigenza dell’istituto aveva già precisato che la contestazione nei confronti del ragazzo non riguardava il contenuto della segnalazione in sé, bensì le modalità con cui era stata effettuata. In particolare, al centro della vicenda vi sarebbero l’utilizzo del dispositivo elettronico e il mancato ricorso ai canali interni predisposti per comunicare eventuali criticità.

Nel loro intervento, i sindacati sottolineano il ruolo della scuola come «istituzione pubblica e presidio di legalità», evidenziando la necessità di tutelare l’autorevolezza e la professionalità di tutte le figure che operano all’interno degli istituti scolastici: docenti, dirigenti, personale amministrativo, tecnico e collaboratori scolastici.

Secondo i rappresentanti provinciali delle sigle sindacali, gli studenti devono poter esprimere liberamente osservazioni e segnalazioni riguardanti la vita scolastica, ma ciò deve avvenire nel rispetto delle regole e dei percorsi istituzionali previsti. Un principio che, a loro giudizio, si accompagna alla necessità di promuovere un uso consapevole dei dispositivi elettronici e di garantire la tutela della riservatezza, soprattutto quando sono coinvolti minorenni.

La nota prende inoltre posizione rispetto ad alcune dichiarazioni pubbliche diffuse nei giorni successivi all’emersione del caso. Le organizzazioni sindacali ritengono infatti che determinate ricostruzioni possano contribuire a delegittimare il lavoro svolto dalle istituzioni scolastiche e ostacolare una corretta comprensione dei fatti.

Dopo aver esaminato la comunicazione ufficiale diffusa dall’istituto interessato, i sindacati affermano di aver riscontrato il rispetto delle procedure amministrative e delle garanzie previste dalla normativa vigente.

«Difendere la scuola significa rafforzare legalità, dialogo e rispetto reciproco», concludono i rappresentanti delle sigle firmatarie, ribadendo il proprio impegno a tutela della dignità professionale del personale e della funzione educativa svolta dalla scuola pubblica.§La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito sul delicato equilibrio tra diritto di segnalazione, libertà di espressione degli studenti e rispetto delle regole che disciplinano la vita scolastica.

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