Anche gli studenti che hanno compiuto 18 anni dovranno quest’anno farsi firmare dai genitori le giustificazioni per assenze, ritardi e uscite anticipate: accade nell’Istituto tecnico commerciale e per geometri Guglielmo Marconi di Penne, in provincia di Pescara, dove la dirigente scolastica, A.P., ha esplicitato l’iniziativa attraverso una Circolare inviata in questi giorni a tutta la comunità educante.
La decisione, ripresa dal Fatto Quotidiano, ha fatto scoppiare la polemica, guidata da un gruppo di genitori che contesta alla preside l’incostituzionalità e l’illegittimità del provvedimento.
Prima di passare ad un esposto, scrive ancora il quotidiano, alcuni genitori avrebbero invitato la dirigente a tornare sui suoi passi ritirando la Circolare entro una settimana.
La dirigente scolastica sostiene che a pretestare, attraverso una e-mail, sarebbe stato un singolo genitore: per il pomeriggio dell’11 settembre, la ds ha indetto un’assemblea straordinaria, alla quale ha invitato genitori, studenti e studentesse maggiorenni o che compiranno 18 anni entro giugno 2026, ma anche gli organi di stampa e “tutti coloro che vogliano partecipare”.
Il clamore mediatico, sostiene la preside, sarebbe del tutto “fuori luogo”, anche perché la circolare esiste da diversi anni e nessuno ha mai obiettato sulla sua applicazione.
“Per me – ha spiegato – gli studenti sono tutti figli. Non c’è abuso di potere, non c’è volontà di coercizione nei confronti dei giovani, non c’è nulla: c’è semplicemente una maggiore collaborazione tra la scuola e la famiglia, perché mi metto nei panni dei genitori che stanno al lavoro e che sanno che il proprio figlio è a scuola dalle 8 alle 13:50 e stanno tranquilli, poi invece succede che i figli stanno in giro e non c’è possibilità di controllo”.
Le polemiche, invece, sostiene ancora la dirigente gettano “un’ombra su una scuola che a fatica si sta rialzando dopo il terremoto del 2017, senza una sede e con la guerra che altri ti fanno perché l’istituto tecnico spesso viene considerato come una scuola di serie B, mentre tu cerchi comunque di far vedere che hai delle eccellenze”.
Infine, la ds ha tenuto a dire che “non c’è mai stato nessuno che è stato trattenuto a scuola, mai. Perché il genitore sa che può tranquillamente chiamare per dire ‘ho questo problema, però mio figlio ha bisogno di uscire a quest’ora'”.
In generale, la normativa prevede che gli studenti dai 18 anni d’età in poi diventano autonomi e responsabili: non devono quindi farsi giustificare le assenze.
Gli istituti scolastici, non a caso, spesso chiedono agli alunni maggiorenni solo di fare venire a conoscenza delle loro famiglie (attraverso mere comunicazioni, non giustificazioni) le assenze, le entrate o uscite anticipate prodotte a scuola (come pure le uscite didattiche, l’esito delle valutazioni dei compiti, delle interrogazioni e degli esiti degli scrutini): tuttavia, è bene sottolinearlo, si tratta di una vera e propria “presa visione”, non di certo di una giustificazione.
Tutt’altra faccenda è quando, invece, lo studente ha meno di 18 anni. Ma perché le famiglie devono giustificare le assenze dei figli minorenni da scuola? Di base, come previsto dall’art. 5 del decreto legislativo. n. 76 del 15 aprile 2005, i genitori degli alunni minori (o chi ne fa le veci) sono infatti “responsabili dell’adempimento del dovere di istruzione e formazione”.
Dall’altra parte, si legge nello stesso decreto, vi è la responsabilità da parte del dirigente scolastico e dei docenti di verificare quotidianamente la corretta frequenza scolastica degli alunni.
Sul tema è intervenuta anche la Cassazione, che con la sentenza 33841 del 2007 ha specificato che “integra il reato di cui all’art. 731 c.p. la condotta di chi, investito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, ometta di vigilare e controllare che il minore si rechi realmente a scuola per ricevere l’istruzione”. Ecco perchè le giustificazioni, quelle su libretto tradizionale cartaceo e quelle da realizzare tramite registro elettronico, sono un adempimento indispensabile da attuare.
L’azione di controllo ha ovviamente maggiore rilevanza quando l’età del minore è più bassa.