Home Alunni Il cibo avanzato alla mensa si porta a casa

Il cibo avanzato alla mensa si porta a casa

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“Ci stiamo organizzando perché i bambini possano portare a casa quello che non mangiano a scuola”, ha spiegato a Il Giornale, la presidente di Milano Ristorazione Gabriella Iacono.

La «s-porta a casa» (è una delle ipotesi per il nome) conterrà solo alcuni alimenti facilmente conservabili e non rapidamente deperibili, ovvero frutta, pane, muffin e budini.
L’idea nasce da una amara constatazione: sono sempre più le famiglie in difficoltà per cui avere la frutta o la merenda a casa può fare la differenza.
“Ci sono molti bambini per i quali il pranzo in mensa è l’unico pasto completo della giornata: la “doggy bag” scolastica vorrebbe essere un aiuto in più, fatto in modo discreto e simpatico”.

Oltre che evitare gli sprechi di cibo. 
Sul fronte della lotta agli sprechi, non tollerabili in tempi in cui i pensionati, ma non solo, fanno «la spesa» con gli avanzi del mercato, l’azienda ha organizzato, in collaborazione con i City Angels, la distribuzione dei pasti avanzati ai clochard di via Pollini. “Da domani il cibo che avanza in 4 cucine e non viene distribuito alle mense sarà consegnato ai City Angels che lo porteranno agli ospiti di una casa di accoglienza per senzatetto aperta in un immobile sequestrato alla mafia”, il centro di via Pollini.
Si parla di circa 100 pasti al giorno: dopo l’«abbattimento» i City Angels si occuperanno di prelevarli dalle cucine e distribuirli.
Ma l’allarme povertà si fa sentire anche sui conti della controllata: è di quasi 35 milioni di euro l’ammanco di cassa per le rette delle mense non pagate.
Un fenomeno che “ha assunto dimensioni preoccupanti ed è in continua crescita, sia in valore assoluto sia in percentuale sul valore delle rette” dicono dalla direzione generale. Venendo ai numeri: le insolvenze ammontano ad oggi a 34,9 milioni di euro, e riguardano gli anni scolastici dal 2003-2004, considerando anche il dato provvisorio sugli ultimi due. Di questi, 3,2 milioni sono irrecuperabili, perché crediti prescritti. Se il buco ammontava a 24,1 milioni al 31 dicembre 2011, si sono aggiunti 5 milioni all’anno negli ultimi due. Anche le morosità sono progressivamente aumentate passando da 1,4 milioni del 2003-2004 ai 5 milioni nel 2010-2011. A breve scadranno i termini di prescrizione entro i quali effettuare l’iscrizione a ruolo» per le insolvenze risalenti agli anni più addietro. Ad oggi sono iscritti a ruolo 11 milioni di euro, circa un terzo dei mancati versamenti. (da Il Giornale)

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