Home Personale Il mestiere del prof: quando la violenza si può pure subire

Il mestiere del prof: quando la violenza si può pure subire

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E se un prof è violento può finire sotto inchiesta, come i dati del ministero denunciano.

Degli 800 mila insegnanti in servizio, quelli che in un anno scolastico sono stati sottoposti a procedimenti disciplinari sono poco più di duemila (2.276). Di questi,746 sono stati archiviati/prosciolti, 433 sono stati sospesi dal servizio e solo in 29 casi si è arrivati al licenziamento. Per gli altri (1.068), non si è andati oltre il richiamo.

Tuttavia dal versante dei ragazzi, secondo un sondaggio di Skuolanet per Corriere.it, alla domanda: «Ti è mai capitato che un prof abbia alzato le mani su di te?», uno studente su dieci ha risposto di sì (per la precisione il 9,2 per cento su 7.106 risposte). E un altro 14 per cento sostiene che sia capitato ad altri ragazzi della scuola.

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Se poi si passa all’offesa verbale («Ti è mai capitato di sentirti umiliato o insultato pesantemente da un prof davanti a tutta la classe?»), allora le risposte affermative sono oltre il 30 per cento (più un altro 25 per cento che riferisce di episodi capitati ad altri compagni).

Andando a leggere le testimonianze del campione (composto per la stragrande maggioranza da ragazzi delle superiori e da qualche studente delle medie), molte raccontano delle dinamiche spesso tesissime fra teenager e prof, ma ce ne sono anche diverse che risalgono indietro agli anni delle elementari. Si va dalla ragazza che mangiava i cracker in classe e che è stata apostrofata dal prof con «cicciona» al bambino che aveva rovesciato la brocca dell’acqua in mensa ed è stato sollevato di peso («tirato per i capelli») dalla maestra e lasciato in piedi a guardare i compagni che finivano di mangiare; dal prof che prende ripetutamente a schiaffi un alunno «che lo canzonava» alla ragazzina che giocava con il correttore a nastro finché la prof, esasperata, glielo strappa di mano e glielo stringe attorno al collo («lasciandole evidenti segni viola….»).

Che succede fra gli educatori allora? Dice Vittorio Lodolo D’Oria:  «Di tutte le cosiddette helping professions, come il medico, l’assistente sociale, il prete, quella dell’insegnante è una delle più logoranti» e in Francia è la categoria a più alto tasso di suicidi. Ma da noi si aggiungono due aggravanti: l’età media altissima (51 anni) e il fatto che per l’82% si tratti di donne, in una fase della vita molto delicata come la menopausa, quando il rischio della depressione aumenta di cinque volte.

Nel 90 per cento dei casi, spiega Lodolo Doria, l’insegnante si tiene dentro il suo dolore, semmai tende a scappare, a moltiplicare le assenze. C’è poi un 10 per cento dei casi, in cui può arrivare a rifilare schiaffoni al malcapitato, fino ai casi estremi di docenti psicotici che quando entrano in classe abbassano le tapparelle, chiudono la porta e allontanano i banchi dalle finestre perché convinti di essere spiati. Se fino a pochi anni fa l’incidenza dei disturbi psichiatrici fra chi si presentava al nostro sportello era del 33 per cento, oggi è dell’80 per cento.

E i presidi che fanno? Secondo quando scrive Il Corriere  hanno paura di intervenire perché temono di incorrere in una causa per mobbing. Al massimo, convocano il docente e gli ingiungono di chiedere il trasferimento. Ci sono casi di prof malati che hanno girato anche 12 scuole. Mentre una diagnosi tempestiva di inabilità al servizio avrebbe consentito di destinarli ad altro servizio, nell’amministrazione o nelle biblioteche.

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