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Il sorpasso degli alunni stranieri

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La ministra dell’istruzione lo presenterà oggi a Roma, nel corso di un incontro con i dirigenti delle scuole a più alta incidenza di alunni stranieri.

L’anno  scorso i dati davano una presenza complessiva di 803mila alunni con cittadinanza non italiana, iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, pari al  9% del totale degli studenti. Una presenza sempre più “naturale” che se descrive qualche problema, più immaginato che concreto,  dall’altro il fatto che per la prima volta i nati in Italia sono il 51,7% evidenza che dal punto di vista del successo scolastico le cosiddette seconde generazioni si stanno avvicinando ai tassi dei coetanei italiani.

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Un’altra novità, si legge sul Redattore sociale,  è rappresentata dal passaggio all’università. Sono più gli studenti stranieri provenienti dai tecnici e dai professionali che si iscrivono all’università rispetto agli italiani.

La ricerca indica inoltre che gli alunni non italiani vanno meglio soprattutto in matematica e in alcune regioni del sud, come la Campania, superano in termini di successo scolastico i ragazzi italiani, mentre gli abbandoni coinvolgono soprattutto gli alunni italiani delle regioni del Sud Italia dove la percentuale di ragazzi di origine straniera è più bassa che in altre regioni.

Le difficolta? “Riguardano l’accoglienza e il sostegno a coloro che arrivano adolescenti nel nostro sistema scolastico. Lo studente appena arrivato deve essere aiutato. Aiuto è la parola giusta. Per uno studente italiano essere in una classe dove ci sono studenti di altri paesi è una lezione per lui; sta imparando com’è il mondo. Mentre quello che assistiamo è che quando ci sono scuole e classi con percentuali molto alte di ragazzi stranieri vengono prese le distanze dalle famiglie italiane. Si preoccupano. Insomma quest’occasione di cambiamento che c’è nella presenza degli alunni stranieri, anche quelli che non vanno tanto bene, viene sottovalutato”.