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Il turismo letterario vale 1,4 miliardi

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  • GUERINI

In fin dei conti allora la letteratura, coi luoghi della invenzione e quelli di nascita dei grandi artisti, valgono tanto e riescono ad attirare turisti e a portare di conseguenza ricchezza. E sono in molti i viaggiatori pronti a scegliere per un soggiorno le zone descritte dai grandi poeti o le città dove sono nati, a cominciare dal “colle… ermo” di Giacomo Leopardi o il piccolo borgo di Aci Trezza che ospitò i Malavoglia di Verga. Ma anche disponibili e felici ad acquistare i prodotti che da quei territori provengono.
A dirlo è uno studio della Camera di commercio di Monza e Brianza, che ha stimato il valore aggiunto del “brand” dei grandi poeti e scrittori della tradizione italiana per i luoghi in cui sono nati, o hanno soggiornato, o ambientato i loro capolavori.
Al primo posto si colloca la Recanati di Giacomo Leopardi che quindi è il “marchio” che vale di più.
L’autore dell’Infinito, rendendo immortali il suo “ermo colle” e le “quiete stanze” del suo palazzo, ha reso pure estremamente redditizio il territorio circostante: la zona di Recanati (Macerata) varrebbe grazie al poeta 1,4 miliardi di euro in termini di “reputazione economica”.
Segue, in questa inedita classifica, il borgo catanese di Aci Trezza, dove Giovanni Verga ambientò “I Malavoglia”, mentre Catullo con Lesbia porta alla località turistica di Sirmione, nel Bresciano, quasi 600 milioni di euro. E se un tempo Cristo si fermava a Eboli, oggi grazie a Carlo Levi il paesino lucano vale 500 milioni in più.