Home Archivio storico 1998-2013 Ordinamento “Immigrati a scuola solo se conoscono l’italiano”

“Immigrati a scuola solo se conoscono l’italiano”

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“Rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione e istituire in via sperimentale classi di alfabetizzazione che consentano agli studenti non italofoni di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana”.
“Da parte della Lega Nord – ha spiegato il segretario provinciale Daniele Belotti – non vi sarà nessuna contestazione. La nostra sfida alla Kyenge questa volta si giocherà solo sul piano programmatico, considerata anche l’apertura dimostrata dal ministro lo scorso 24 settembre nel corso di una trasmissione televisiva su TvSat 2000, riguardo alla proposta di istituire delle classi ponte in cui i bambini non italofoni potrebbero imparare la lingua italiana. In quell’occasione il ministro pareva aver dato il suo assenso ideologico alla proposta, riconoscendo l’insegnamento della lingua italiana quale uno dei prioritari strumenti per l’integrazione. La Lega Nord, attraverso un’azione coordinata con i Comuni, chiederà quindi alla Kyenge di far sì che tale proposta possa essere concretizzata”.
I Comuni della Bergamasca saranno i primi a scendere in campo “attraverso – ha annunciato Gianfranco Masper, coordinatore dei sindaci orobici della Lega Nord – la presentazione di un ordine del giorno che chiede appunto di rivedere il sistema di accesso degli studenti non italofoni e di istituire le classi sperimentali, seguendo l’esempio di altri Paesi europei come la Germania e la Francia”.
Un’iniziativa a cui il Comune di Telgate, dove la presenza di studenti non italofoni nelle scuole è in media del 30 per cento (con picchi anche superiori al 50 come nel caso della prima media), lavora già da diversi anni. “Purtroppo – ha spiegato il sindaco di Telgate Diego Binelle – il progetto, che prevedeva l’istituzione di via sperimentale di classi di alfabetizzazione e che aveva trovato il consenso del provveditore, della direttrice scolastica, delle famiglie italiane e delle associazioni locali di stranieri, si è arenato per via della forte resistenza ideologica di alcuni insegnanti. Eppure questa è l’unica vera strada per l’integrazione. La presenza all’interno delle classi di un numero sempre più elevato di alunni non italofoni si rivela infatti un ostacolo sia per gli stranieri, sia per gli italiani che assistono a una forte riduzione dell’offerta didattica, a causa dei rallentamenti nell’insegnamento dovuto alle specifiche esigenze di apprendimento degli stranieri”.
Tale iniziativa sarà sostenuta anche a Roma, dove nei mesi scorsi è stato presentato anche un progetto di legge per l’istituzione di tali classi: “L’occasione per concretizzare quanto proposto dalla Lega c’è, si chiama Decreto della Pubblica istruzione e a breve approderà alla Camera – ha spiegato il parlamentare Davide Caparini -. Presto, dunque, avremo modo di verificare se c’è la reale volontà di passare dalle parole ai fatti. Per la Kyenge sarebbe un’ occasione per dimostrare di saper fare qualcosa di concreto per l’integrazione, materia in cui pare abbia ancora molto da imparare dai nostri sindaci”.