Home Personale Immissioni in ruolo, 22mila posti andranno persi. E le supplenze saranno 100mila

Immissioni in ruolo, 22mila posti andranno persi. E le supplenze saranno 100mila

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  • GUERINI

La conferma ci sarà nei prossimi giorni, ma è difficile ribaltare la situazione in così poco tempo: 22mila assunzioni potrebbero andare a vuoto e vai con l’esercito di supplenti, che quest’anno potrebbero arrivare a 100mila.

Magra consolazione il fatto che lo scorso anno erano 124 mila le supplenze, perché con le immissioni in ruolo della Buona Scuola l’obiettivo era debellare la “supplentite”.

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Le stime, si legge su Italia Oggi, basate sui contratti sottoscritti al 31 agosto scorso, sono concordi nel ritenere che manchino all’appello della chiamata alle immissioni in ruolo 10 mila docenti di sostegno, altri 12 mila su posto comune di cui circa 1.500 candidati abilitati per la sola matematica. Ma in sofferenza c’è anche la classe di concorso di lingue straniere, in particolare spagnolo, alle superiori e al Nord. Sempre al Nord ma per le medie scarseggiano prof di lettere.

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Inoltre, le graduatorie ad esaurimento e di merito non avevano per le classi interessate candidati sufficienti.
Qualche posto in più è stato recuperato a livello regionale grazie alle surroghe e al completamento che hanno consentito di spostare alcune assunzioni da una classe a un’altra, addirittura su un altro ordine di scuola.

Tuttavia, l’obiettivo prefissatosi il Miur non sarà comunque raggiunto, con il precariato che continua ad alimentare le cattedre della scuola italiana.

Si attende con positività il piano transitorio di reclutamento pervisto per il 2018, che prevede l’ingresso nelle graduatorie regionali di merito degli abilitati delle seconde fasce di istituto: potranno concorrere, quindi, alle assunzioni del 2018, su cui saranno riversati i posti non assegnati quest’anno, in attesa che il nuovo sistema di reclutamento entri a regime e possa inglobare anche i precari di terza fascia e i laureati, relegando le supplenze a sistema di sostituzione a tutti gli effetti, e non reclutamento di massa come accade ogni anno orami da molto tempo.

 

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