Intelligenza Artificiale a scuola: riceviamo e pubblichiamo un contributo a cura del dott. Giambattista Rosato, DSGA e formatore de La Tecnica della Scuola, che illustra i contenuti del recente D.M. 11 novembre 2025.
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel sistema scolastico italiano non costituisce più un obiettivo programmatico, bensì una realtà giuridicamente definita e operativamente in corso di attuazione.
Con il recente decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito dell’11 novembre 2025, viene definito un passaggio strategico nell’attuazione della linea di investimento 2.1 del PNRR, dedicata alla “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico“, ponendo le basi per un sistema di governance dell’innovazione coerente, sicuro e orientato alla tutela dei diritti fondamentali.
L’investimento di 100 milioni di euro destinato alla creazione di snodi formativi sull’IA rappresenta un componente indispensabile per la costruzione di una Scuola capace di governare l’innovazione tecnologica in modo etico e consapevole.
Il provvedimento si inserisce in un’architettura legislativa complessa che vede l’Italia allinearsi ai più recenti standard internazionali. Il riferimento principale è il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), che stabilisce regole armonizzate per un’IA sicura e affidabile, unitamente alla legge nazionale 23 settembre 2025, n. 132.
Al centro di questa strategia vi sono le “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole”, adottate con il decreto n. 166 del 9 agosto 2025. Tali linee guida non si limitano a fornire istruzioni tecniche, ma promuovono una visione dell’IA come strumento antropocentrico, finalizzato a garantire la tutela dei diritti fondamentali e a incentivare lo sviluppo di competenze critiche nelle nuove generazioni.
L’attuazione delle Linee Guida del 9 agosto 2025 risponde alla necessità di offrire una metodologia condivisa a livello nazionale. Gli obiettivi cardine di questo documento sono:
L’intento dichiarato è quello di orientare tutto il personale scolastico verso un paradigma in cui l’innovazione tecnologica e digitale sia sempre al servizio del successo formativo e della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali nell’ottica della legalità, responsabilità pubblica e garanzia dei diritti.
L’investimento complessivo per la linea 2.1 ammonta a 800 milioni di euro, di cui i 100 milioni oggetto del decreto dell’11 novembre 2025 costituiscono la quota specificamente destinata a dare concretezza alle Linee Guida sull’IA. La finalità non è meramente strumentale: l’IA è individuata come il principale catalizzatore per il miglioramento dei processi formativi e organizzativi.
In particolare, le risorse mirano a:
Il modello attuativo prevede che le istituzioni scolastiche diventino veri e propri nodi formativi del sistema di formazione continua. Non si tratterà di una formazione puramente teorica: il decreto prevede la realizzazione di workshop di approfondimento e laboratori di ricerca-azione sul campo con l’utilizzo diretto di dispositivi e applicazioni di IA.
Un elemento di novità significativo è il coinvolgimento attivo degli studenti in questi processi formativi, trasformando la scuola in un laboratorio di cittadinanza digitale dove la teoria si sposa con la pratica. Questa metodologia permette di testare l’efficacia degli strumenti tecnologici direttamente nell’ambiente di apprendimento, garantendo che l’innovazione sia sempre orientata all’uso consapevole.
Un punto cardine del decreto è l’attenzione all’equità territoriale. In coerenza con gli obiettivi del PNRR e con gli interventi di “Agenda Sud”, una quota pari al 40% delle risorse (40 milioni di euro) è rigorosamente riservata alle scuole appartenenti alle regioni del Mezzogiorno. Questo vincolo è essenziale per ridurre il divario digitale e garantire che l’introduzione dell’IA non diventi un ulteriore fattore di disuguaglianza, ma un volano di riscatto per i territori più fragili.
Dal punto di vista amministrativo, l’attuazione è affidata all’Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le scuole potranno candidarsi attraverso procedure a sportello, e la gestione dei progetti sarà supportata dal potenziamento della piattaforma “Scuola futura”, che sarà arricchita con nuove funzioni basate proprio sull’intelligenza artificiale per facilitare la formazione, il monitoraggio e il coordinamento nazionale.
Per garantire la massima trasparenza e regolarità, il controllo formale amministrativo e contabile sui finanziamenti sarà svolto dai revisori dei conti delle istituzioni scolastiche attraverso apposite piattaforme digitali, assicurando il rispetto delle condizionalità previste dall’Unione Europea.
L’attuazione coordinata del decreto dell’11 novembre 2025 e delle Linee Guida del 9 agosto 2025 rappresenta una sfida culturale prima ancora che tecnologica. La sfida non è solo “usare” l’IA, ma comprendere come essa possa potenziare l’intelligenza umana senza mai sostituirla, in conformità con i valori nazionali ed europei.
In definitiva, l’investimento di 100 milioni di euro non è che l’inizio di un percorso che vede la scuola italiana protagonista di un cambiamento d’epoca, in cui la transizione digitale diventa lo strumento per un nuovo umanesimo tecnologico, dove l’algoritmo è al servizio del bene comune e della crescita della persona.
Infatti, l’introduzione dell’IA nella scuola può essere paragonata alla costruzione di una moderna biblioteca digitale: non basta possedere i libri (la tecnologia), ma occorre formare i bibliotecari (il personale scolastico) e fornire agli utenti (gli studenti) le chiavi di lettura corrette affinché quel patrimonio diventi vera conoscenza e non solo un accumulo di dati.
Giambattista Rosato