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Istat: senza occupazione 1 giovane su 4. Insorgono sindacati e studenti

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Sono notizie preoccupanti quelle che provengono dall’Istat sulla disoccupazione giovanile del mese di luglio. Il 31 agosto l’Istituto nazionale di statistica ha aggiornato le percentuali sul tasso di disoccupazione degli under 25, che si è attestato al 26,8%, con una riduzione di 0,6 punti percentuali rispetto a giugno e un aumento di 1,1 punti su base annua. Assieme alle donne, quindi, i giovani si confermano una delle categorie più colpite dalla crisi economica: ormai da quasi due anni, un ragazzo su quattro – uscito dal sistema formativo – è in cerca di lavoro, e non ci sono spiragli di “luce”. Anzi, il computo degli ultimi mesi è in ulteriore ribasso. Le notizie provenienti dall’Istat destano molta preoccupazione in sindacati ed associazioni. Per Nazzareno Mollicone, segretario confederale Ugl, “al di là degli ammortizzatori sociali, con cui abbiamo contenuto gli effetti negativi della crisi, il Governo dovrebbe intervenire sia per diminuire il numero degli inattivi, che hanno raggiunto ormai la soglia dei 15 milioni di persone ossia un quarto della popolazione, sia per contrastare l`andamento particolarmente negativo dell`occupazione femminile e giovanile con provvedimenti economici e fiscali, migliorando anche la rete del collocamento affidata alle Regioni. C`è quindi molta attesa per il confronto con il Governo sul piano triennale del lavoro, con cui ci aspettiamo di poter concertare misure condivise contro questi gravi fenomeni, che sempre più – conclude Mollicone – caratterizzano il mondo del lavoro in Italia”.
Anche gli stessi studenti sostengono che le difficoltà lavorative dei giovani non siano solo una conseguenza della recessione, ma anche frutto dell’inerzia del Governo: secondo Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, certi dati conferma come continui“in maniera incessante la deriva del futuro per il nostro Paese. Allo stesso tempo diminuiscono le immatricolazioni all’università degli studenti che provengono dalle fasce della popolazione economicamente più svantaggiate“. Per il leader dell’Udu l’Italia starebbe tornando verso una separazione di classi sociali creata ad arte dal governo che continua la sua opera di smantellamento dello stato sociale, agendo sul diritto al lavoro e sul diritto allo studio. Questo Paese – conclude Paterna – non ha più futuro, l’unico futuro che interessa il governo italiano è la riforma per il processo breve per risolvere i problemi giudiziari del suo premier Silvio Berlusconi.