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“L’altra pensione” a Ballarò, ma salta il dibattito

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Gli elogi oggi a Antonio Pane, del comitato: “Antonio ieri sera è stato perfetto”; “Grazie Antonio! Avevi proprio l’aspetto e il fare di una”brava persona”, diligente e distinta”.Tu hai fatto tutto ciò che potevi fare! Grazie ancora! Ma a noi non danno retta”.
Il motivo di tanto plauso dovuto alle sue dichiarazioni rilasciate alla giornalista che l’intervistava sulla esclusione di oltre 4mila lavoratori della scuola dai benefici della riforma sulle pensioni della ministra Elsa Fornero che li ha bloccati al 31/12/2001.
“Io spero che ci sia un effetto curiosità-gelosia tra i vari canali che porti qualche altro giornalista a ritrattare il tema degli impigliati nella riforma”, scrive qualche altra, ma agli effetti pratici c’è ancora tempo. Vedremo”. “Ciao amici indomabili di quota 96, siamo sempre vigili.”
Una sorta di bluff dunque quello di ieri sera a Ballarò, denunciato da questo personale dell’istruzione che con palese ingiustizia si è visto condannare a una permanenza a scuola contraria a qualunque principio di legalità, visto che solo il contingente del 1952 è condannato a rimane fin oltre 67 anni, come sottolineava Antonio Pane nella intervista.
E sarebbe bastato, dicono gli aderenti al Comitato “Quota96” che almeno si aprisse il dibattito in studio chiedendo sia ad Alfano, per esempio, dei tagli del 2010 alla scuola, e sia a Vendola una prospettiva credibile per questi lavoratori, se la sua coalizione andasse al Governo della Nazione. 
E invece, subito dopo il servizio, nulla di nulla, nemmeno uno sporadico richiamo ai problemi gravissimi della scuola.
E a causa proprio di questa dimenticanza qualcuno del Comitato “Quota 96” ha indirizzato una lettera a Festa, della redazione di Ballarò che ha contattato Antonio Pane per l’intervista mandata in onda ieri sera, affinchè la inoltrasse a Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò.

Carissimo Giovanni,
mi scusi se mi rivolgo a lei in maniera informale, ma essendo anch’io sarda la sento particolarmente familiare.
Volevo ringraziarla per aver mandato in onda, nella puntata di ieri, l’intervista al Prof. Antonio Pane, del comparto scuola quota 96, escluso, per un errore tecnico dalla riforma Fornero. Nessuno parla di noi, circa 4.000 tra docenti e personale amministrativo, che, a differenza di tutti i lavoratori della pubblica amministrazione, lavora per ANNO SCOLASTICO E NON SOLARE e pertanto matura i requisiti contributivi, non il 31 dicembre, ma il 31 di agosto di ogni anno. Così come, a differenza di tutti gli altri lavoratori, ha una sola finestra d’uscita, il 1° settembre di ogni anno, sancito da specifica normativa.
Da qui LA SPECIFICITA’ DELLA SCUOLA.
Da qui l’errore della riforma.
E da qui l’inizio della nostra odissea, sballottati, da oltre un anno, da un tribunale all’altro per vedersi riconosciuto un diritto, al momento violato.
L’intervista però, nonostante la bravura e la chiarezza espositiva del collega, mi ha lasciato l’amaro in bocca, perchè ad essa non è stato dato alcun seguito.
Pertanto le domando:
perchè lanciare un servizio così importante sulla riforma delle pensioni e sugli errori in essa contenuti, e poi non favorire la discussione, il commento tra gli ospiti presenti in studio?
Che senso ha avuto trasmettere l’intervista e parlare subito dopo di redditometro, tema completamente diverso dalle pensioni?
L’ intervista l’abbiamo potuta apprezzare solamente noi del settore scuola, al corrente della problematica, mentre tutto il resto del pubblico, in sala e a casa,ne sono certa, non ha potuto comprendere quale fosse il senso della protesta.
L’argomento del pensioni, ma soprattutto GLI ERRORI, meglio sarebbe dire gli ORRORI in essa contenuti meriterebbero una intera puntata dal momento che ha colpito migliaia di lavoratori e mi auguro che lei al più presto decida di realizzarla.
Renderebbe un servizio pubblico davvero utile, dando visibilità a tutti quei cittadini che stanno vivendo sulla loro pelle gli effetti devastanti che tale riforma ha inflitto.
Non so se risponderà mai a questa mail… ma dalla risposta o meno capirò quale sia il grado di sensibilità che riserva a questi gravi problemi.
Con stima

Icotea