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L’emendamento salva scatti c’è, soddisfatti i sindacati più concertativi

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Gli emendamenti che danno il via libera agli scatti di anzianità ci sono, ma non si tratta di un processo automatico: servirà un decreto ad hoc. È questo il senso delle modifica alla parte del maxiemendamento che riguarda la scuola e che nelle prossime ore si appresta ad essere votato (blindato) per l’approvazione definitiva. La correzione decisiva alla Finanziaria 2010, di cui sembrava si fossero perse le tracce, è stata quella attuata all’art. 8, comma 14, ma a cui è stato aggiunto il seguente decisivo periodo: “La destinazione delle risorse previste dal presente comma è stabilita con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. L’integrazione vale anche per il c.1. dell’art. 9. (Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico), in base al quale “per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio (…) non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell’anno 2010”.
Anche se non è chiarissimo il senso, soprattutto ai non addetti ai lavori, gli emendamenti prospettano un quadro che consente di destinare l’utilizzo di parte del 30 % dei risparmi conseguenti alla legge 133/08 come parte finanziaria per la copertura degli scatti di anzianità inizialmente ‘congelati’ per un triennio. Di questa interpretazione dell’esito della Finanziaria si sono fatti portavoce, alla vigilia del voto di fiducia, i sindacati più concertativi. Gli stessi che nei giorni scorsi avevano strappato al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, la promessa di cancellare il blocco delle progressioni di anzianità su delle buste paga già collocate tra le ultime nell’Ue.
Secondo Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola l’emendamento va quindi letto in chiave positiva: le modifiche approvate dunque dalla Commissione e inserite nel testo del maxiemendamento sul quale il governo ha posto la fiducia – ha detto -, sono coerenti con gli impegni assunti dal ministro Tremonti nel corso della riunione nazionale dei segretari regionali di Uil Scuola, Cisl Scuola, Snals e Gilda dello scorso 24 giugno e vanno nella direzione da noi auspicata. Poiché il ‘salvataggio’  delle progressioni di carriera non sarà automatico, i sindacati indicano anche la strada che il Governo dovrebbe percorrere: definire prima di tutto le risorse (da un calcolo di massima c’è qualcosa da rivedere perché il 30% dei risparmi appare inferiore alla copertura necessaria a mantenere gli scatti d’anzianità); a quel punto convocare un tavolo a tre – Miur, Mef ed organizzazioni sindacali – con l’obiettivo di emanare il decreto che sanerebbe definitivamente lo sblocco degli scatti con le cadenze previste dal contratto.
Per i sindacati è fondamentale che le somme individuate vengano certificate il più rapidamente possibile e che si apra il confronto per la trattativa per la valorizzazione professionale. Resta poi da affrontare la questione degli anni a partire dal 2013: comunque – continua Di Menna – si dovrà definire contrattualmente, visto che è proprio per via contrattuale che sono definiti gli aumenti per il personale della scuola. La questione potrà considerarsi, per noi risolta, quando le persone avranno in tasca i soldi degli aumenti retributivi legati alla loro anzianità di servizio.
Parole di apprezzamento per l’evoluzione dell’emendamento alla manovra di correzione dei conti pubblici sono giunte anche dalla Cisl, i cui vertici si sono riuniti a Roma per il consiglio generale della categoria: al termine dell’incontro, il sindacato ha spiegato che c’è da ritenersi soddisfatti perché verranno mantenuti gli scatti di anzianità  anche nei prossimi tre anni  attraverso l’utilizzo dei risparmi all’interno dello stesso settore. Con l’occasione il sindacato di Bonanni ha voluto sottolineare che la paternità di questo provvedimento sarebbe conseguente all’opera di dialogo instaurata negli ultimi mesi con la maggioranza. E non alle battaglie estemporanee ed isolate: il ripristino degli scatti di anzianità, il cui ‘congelamento’ triennale avrebbe prodotto fino ad oltre 3mila euro di mancato aumento per i docenti ed effetti negativi decennali su buonuscita e liquidazione, spazza via gli equivoci, che nascono dalla mancata approvazione di un emendamento, di per sé non risolutivo,  proposto da un parlamentare dell’opposizione. Se gli insegnanti non perderanno nulla del proprio stipendio, lo si deve – ha concluso l’organizzazione di via Bargoni – solo all’iniziativa assunta dalla Cisl nei confronti del Governo e non alla protesta sterile ed inconcludente di altri.