Ha appena concluso un tour nazionale dedicato alla salute mentale degli studenti delle università. Ma è molto attento al tema anche sul fronte delle scuole, dove si moltiplicano le segnalazioni di disagio relative agli studenti (che spesso, purtroppo, degenerano in aggressioni nei confronti dei docenti) e degli insegnanti (tra i quali la percentuale di burnout è molto elevata). Luca Abete, giornalista, personaggio televisivo, volto noto di trasmissioni di massimo ascolto – a partire da Striscia la notizia – animatore dell’iniziativa #Noncifermanessuno, giunta alla dodicesima edizione, è l’ospite della nuova puntata di “Logos. Storie e parole del mondo della scuola”.
Una conversazione a tutto tondo, nella quale Abete ha raccontato le sue esperienze di studente e il lungo percorso che lo ha condotto a diventare un volto della televisione. Ma soprattutto l’impegno – che dura ormai da anni – sulla scuola e l’istruzione. A questo proposito, per il conduttore le misure messe in campo al momento per venire incontro alle necessità degli studenti – compresa la nuova piattaforma AscoltaMi e le cinque sedute dallo psicologo per chi ne fa richiesta – non sono sufficienti ad affrontare la situazione. Quello che servirebbe è un cambio di approccio, che parta da un rinnovato ascolto dei ragazzi e dei docenti, che non si vede all’orizzonte.
Ma l’impegno di Abete sulla scuola ha riguardato anche altri temi. Risale a qualche anno fa la pubblicazione di un fumetto che lo vede nei panni di protagonista, “Se casco senza casco sono caschi miei!”, realizzato in collaborazione con l’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) e dedicato al tema della sicurezza. Anche su questo fronte, conferma il conduttore, ci sarebbe ancora molto da fare per raggiungere una piena consapevolezza da parte degli studenti dell’importanza della prevenzione, a partire dall’utilizzo del casco. Questi e tanti altri i temi della conversazione, pubblicata sui nostri canali Facebook e Youtube e sul nostro sito tecnicadellascuola.it