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L’algoritmo ci condanna al silenzio. La voce dei docenti abilitati e precari dimenticati dalle istituzioni

Vi scriviamo questa lettera aperta con la ferma dignità di chi ha scelto di fare dell’insegnamento la propria vita, e oggi si ritrova trasparente agli occhi delle Istituzioni, dei Sindacati e dell’informazione mainstream.

Siamo un comitato spontaneo di docenti abilitati e precari. Abbiamo studiato, superato percorsi di selezione e abilitazione rigorosi, accumulato anni di servizio sul campo, eppure oggi siamo ancora a casa. In silenzio, in attesa che un telefono squilli per una supplenza breve o saltuaria, mentre la scuola pubblica continua a soffrire la mancanza di stabilità e di continuità didattica.

Nelle scorse settimane abbiamo inviato decine di comunicazioni formalizzate a sindacati e addetti ai lavori, presentando un Manifesto e Petizione Nazionale per la riforma delle GPS (basato su criteri di stretta giustizia amministrativa e costituzionale). La risposta, salvo rare eccezioni, è stata un muro di silenzio totale. I tavoli discutono, le sigle firmano accordi, ma chi vive ogni giorno la precarietà sulla propria pelle continua a subire le storture di un sistema informatico e burocratico implacabile.

Ci chiediamo: cosa dobbiamo fare per esistere? Dobbiamo rassegnarci all’idea che un algoritmo opaco decida del nostro futuro professionale senza che nessuno sollevi il velo su queste ingiustizie?

Non chiediamo privilegi o corsie preferenziali per il ruolo — che sappiamo e ribadiamo dovere passare esclusivamente per i concorsi pubblici. Chiediamo solo chiarezza e interventi su 5 punti vitali:

  1. Il superamento della “falsa rinuncia”: garantire il ripescaggio effettivo sui posti che si rendono disponibili tardivamente, senza punire ingiustamente chi non ha potuto prevedere le cattedre libere;
  2. La pubblicazione preventiva di tutte le disponibilità: pretendere che l’organico reale sia pubblicato prima dell’elaborazione dei bollettini, e non a scaglioni;
  3. La tutela vincolante della Prima Fascia: rispettare il merito e i titoli abilitanti prima di scorrere le graduatorie;
  4. La continuità didattica sul posto comune: tutelare il diritto allo studio degli alunni consentendo la riconferma del docente precario abilitato, a parità di punteggio e diritto di graduatoria;
  5. La corretta applicazione delle riserve nella GUI (Sostegno): applicare l’Art. 12, c. 11 dell’O.M. 88/2024 per evitare l’appiattimento tra Prima e Seconda Fascia, che lede i docenti qualificati e i diritti degli alunni con disabilità.

Questa nostra iniziativa nasce spontaneamente dal basso, da una provincia come tante altre, ma raccoglie un grido d’allarme che è nazionale.

Ci rivolgiamo a La Tecnica della Scuola perché da sempre date voce a chi la scuola la fa davvero ogni giorno. Non vi chiediamo di sposare una tesi di parte, ma di darci spazio, di raccontare questa storia e di offrire un po’ del vostro tempo per un confronto o un approfondimento sulle condizioni dei docenti precari abilitati in Italia.

I nostri colleghi, che hanno creduto in questa iniziativa, meritano di sapere che la loro voce non è destinata a perdersi nel vuoto.

Francesco Cavallo
Portavoce del Coordinamento Spontaneo Docenti Abilitati e Precari

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