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Le prove Invalsi più resistenti del Covid: svolte dal 95% di alunni di terza media, quasi da tutti alla primaria

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Anche nell’anno contrassegnato dal Covid, dopo quello del lockdown, le prove Invalsi hanno tenuto. Anzi, a sentire l’Istituto nazionale di valutazione, addirittura più del 95% degli studenti di terza media ha partecipato ai test, così come oltre l’85% dei maturandi (mentre quelle delle classi seconde delle superiori sono state sospese dal ministero dell’Istruzione). Ancora più alte le percentuali della scuola primaria, dove ha partecipato la quasi totalità degli alunni.

Risultati disponibili a breve

Tra l’altro. quelli pubblicati sono numeri che potrebbero ulteriormente salire, visto che vi sarebbe tempo fino a lunedì 31 maggio per poter svolgere le prove Invalsi 2021.

“I risultati delle Prove Invalsi 2021 saranno disponibili nella prima metà di luglio e potremo finalmente comprendere lo stato di salute della Scuola in questo periodo di emergenza sanitaria”, ha annunciato Roberto Ricci, responsabile nazionale prove Invalsi 2021.

Decisivo l’intervento di docenti e presidi

Il suo giudizio è quindi pienamente soddisfatto per l’eccezionale partecipazione della scuola italiana alle Rilevazioni nazionali svolte nelle scorse settimane.

“Grazie al proficuo dialogo con docenti e dirigenti scolastici e alla condivisione dell’obiettivo di avere dati per comprendere la situazione del sistema scolastico, è stato possibile raggiungere ottime percentuali”, ha concluso Ricci.

Le contestazioni

Ricordiamo che nei giorni scorsi i Cobas hanno prodotto manifestazioni di protesta contro questo genere di test: “Cosa diranno mai le prove Invalsi che già non si sappia? Che gli studenti sono indietro con gli apprendimenti? Che il divario degli apprendimenti si è ulteriormente allargato in corrispondenza al contesto sociale e culturale delle famiglie di provenienza?”.

“La scelta – continua il sindacato di base – non ci sorprende, anche per questo governo (come è avvenuto negli ultimi venti anni) il compito principale della scuola è quello di sviluppare competenze di tipo addestrativo”, hanno detto i Cobas dopo avere proclamato lo sciopero lo scorso 6 maggio proprio contro la strategia del governo di continuare i test Invalsi anche in caso di classi costrette a svolgere la didattica a distanza.

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