A che punto sono arrivate le scuole, con la programmazione e la valutazione della Educazione Civica dopo le linee guida 24 del MIM? Che influenza hanno avuto queste linee del ministero sulla programmazione e sui progetti delle scuole nel campo della Educazione alla cittadinanza? Quanto hanno modificato e quali nuove criticità o quali innovazioni sono emerse con la applicazione delle disposizioni ministeriali, rispetto a quanto sperimentato nei quattro anni precedenti alla luce della Legge 92/19 e delle linee guida prima vigenti? Con quali esiti educativi o con quali criticità? VAI AL CORSO
Da una prima rilevazione e dai primi lavori di programmazione, progettazione e osservazione/valutazione sviluppati lo scorso anno si possono ipotizzare tre situazioni:
Questo passaggio è stato sicuramente condizionato da una certa confusione fra obiettivi di conoscenza e traguardi di competenze all’interno del testo delle linee guida stesse (pag. 10), dalla necessità di fare chiarezza su cosa spetta alle scuole (competenze specifiche, progettazione in base al contesto, metodi, strumenti, contenuti) e cosa può essere, in ipotesi, comune a tutte le scuole e quindi compito del MIM indicare: alcuni traguardi di competenza generali.
Con una difficoltà storica: quella legata alla mancata abitudine, inversamente proporzionale al livello scolare, di lavorare attraverso progettazione per competenze e non per obiettivi educativi generici, attività e contenuti.
Mentre prosegue la discussione e talora la polemica, anche a proposito delle linee guida MIM 2025 su cosa spetti al MIM e cosa alle scuole nella loro autonomia definita per legge (DPR 275/99) ed alla luce della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dalla Costituzione (art. 33) e mentre il Ministero, ma anche il Governo, proseguono nella loro impostazione da taluni definita una posizione ideologica di rivincita e demolizione rispetto alla scuola costruita dal Dopoguerra in poi, è ora possibile non solo fare una prima riflessione aperta e dialettica coi docenti su quanto avvenuto nelle loro scuole, ma anche riprendere metodologie e strumenti della programmazione, osservazione, valutazione/autovalutazione, documentazione relativi al lavoro per competenze nel campo della Ed. civica.
Questo bilancio e questa riflessione sono possibili solo confrontandosi in modo dialettico, tenendo conto dei contesti delle varie scuole, delle loro esperienze, dei modelli di programmazione, dei metodi e strumenti sviluppati ed attraverso una riflessione critica su quanto emerso alla luce delle esperienze di questi anni di sperimentazione, con particolare riferimento all’ultimo.
La Legge 92/19 ci aveva lanciato una sfida a ripensare i nostri modi di lavorare e valutare. Stiamo procedendo in questa direzione?
Su questi argomenti il corso Programmare e valutare le attività di Educazione Civica alla luce delle nuove linee guida, a cura di Rodolfo Marchisio, in programma dal 18 settembre.
Fermo restando che i punti chiave sono:
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito: