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Mai più alunni esclusi dalle mense scolastiche

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Ricordate i tanti casi di alunni lasciati senza pranzo o solo con il panino perché le famiglie indigenti non provvedevano al pagamento della retta? Tutto questo potrebbe non accadere più. Il Partito democratico ha infatti presentato, attraverso Chiara Scuvera, deputata del Pd componente della Commissione bicamerale per l’Infanzia, un disegno di legge nel quale si prospetta un sistema organizzativo che non lasci più “i bambini senza mensa a scuola, anche se le famiglie non riuscissero a pagare la prestazione”.

Il ddl è stato reso pubblico il 7 luglio, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Reggi, sottosegretario all’Istruzione, Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, e Sandra Zampa (Pd), vicepresidente della Commissione per l’Infanzia. Uno dei passaggi più importanti della proposta di legge è quello che prevede che i regolamenti comunali dispongano agevolazioni per le fasce meno abbienti in termini di rateizzazione delle rette e perfino, in alcuni casi, di esenzione.

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Nell’incontro con i giornalisti è stato sottolineato, anche con riferimento a recenti casi di attualità, come “il servizio delle mense scolastiche non sia prestato in modo omogeneo sul territorio nazionale perché i diritti dei bambini non sono garantiti in modo eguale: le esclusioni per censo rappresentano atti di vera e propria discriminazione. La proposta di legge si compone di quattro articoli e definisce “il servizio di mensa scolastica come livello essenziale delle prestazioni”. Nel punto due del provvedimento si stabilisce che “l’accesso alla somministrazione di alimenti e di bevande nelle strutture scolastiche è garantita dai comuni in modo uguali a tutti i minori”.

A tal proposito, recentemente Save the Children ha rilevato sensibili differenze nelle tariffe imposte dei diversi Comuni italiani che garantiscono il servizio mensa all’interno delle scuole italiane.