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Maturità 2019, il caso del sorteggio delle buste va a toccare la privacy?

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Un nostro attento lettore, il prof. Marco Sanna della provincia di Carbonia nel Sud Sardegna, ha sollevato una riflessione e una domanda sulla questione buste e sorteggio del colloquio degli esami di Stato 2019.

Riflessione e domanda del lettore

Sono passati quasi dieci giorni dalla pubblicazione della nota ministeriale sull’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione 2018/2019, contenente alcune precisazioni sulle modalità di svolgimento del colloquio. Tra l’altro, la nota specifica che per i candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento non si prepareranno le buste per l’estrazione dei materiali per il colloquio.

Quasi nessuno ha notato che questo implica che un candidato D.S.A. o con disabilità diventa distinguibile dai suoi compagni (è l’unico, o tra i pochi che non estraggono nessuna busta). Essendo il colloquio pubblico, mi chiedo: il fatto che questi candidati diventino individuabili non potrebbe essere considerata come una grave violazione della privacy?

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C’è un problema di privacy? Il Miur dovrebbe chiarire!

Il prof. Sanna ha pienamente ragione! Il fatto che il colloquio sia pubblico, il fatto che si vada a non sorteggiare la busta per gli studenti disabili e per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, è un evidente metodo per potere identificare l’alunno diversamente abile o DSA. In buona sostanza gli studenti che non dovranno sorteggiare una tra le tre buste, saranno immediatamente associati ad uno studente con problemi legati alla disabilità o al disturbo di un regolare apprendimento. Questo, senza ombra di dubbio, va certamente a intaccare il diritto alla privacy dello studente a mantenere riservato il suo status di disabilità.

Sarebbe opportuno, e anche urgente, che il Miur chiarisse se un tale meccanismo del sorteggio delle buste diverso tra candidati, non possa determinare, nel senso che abbiamo suddetto, una grave violazione della privacy. Il Miur potrebbe fare una nota di chiarimento, in cui indicare ai Presidenti di Commissione di operare allo stesso modo, anche in caso di candidato disabile o DSA, ovvero fare sorteggiare anche a tali candidati una busta tra le tre proposte, ma fare in modo che le tre buste contengano lo stesso argomento scelto appositamente dalla Commissione. In tal modo si eviterebbe che un alunno possa essere identificato dal pubblico presente come disabile o DSA.