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Mobilità 2020, il ministero non comprende l’ira dei sindacati: date già posticipate, come avevate chiesto

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Le Ordinanze n. 182 e n. 183 sulla mobilità 2020 del personale scolastico, pubblicate nella tarda serata del 23 marzo, hanno scatenato i sindacati, per i quali si è deciso senza “buon senso”: immediata è giunta, ora, la replica del ministero dell’Istruzione.

La replica del ministero: Ordinanza già spostata

“Le organizzazioni sindacali, il 5 marzo scorso – scrivono da Viale Trastevere -, hanno partecipato a un incontro in cui sono state concordate le modalità e anche lo slittamento temporale dei termini di presentazione delle domande di mobilità per l’anno 2020/2021, proprio per tenere conto dell’emergenza in atto che non deve, però, e non può immobilizzare lo Stato: tanti dipendenti stanno lavorando, in modalità agile o in presenza, per garantire che procedure come questa possano avvenire”.

Secondo il ministero dell’Istruzione “la sollecitazione a spostare in avanti le date di presentazione delle domande è stata pienamente accolta, modificando l’iniziale bozza di ordinanza. E il Ministero ha anche contattato le proprie sedi periferiche per assicurarsi che tutto possa svolgersi come dovuto. E si impegna, sin da ora, per monitorare tutte le attività e il buon esito delle operazioni, sperando in un fattivo e sinergico impegno dell’Amministrazione e delle Parti Sociali”, concludono dal dicastero.

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In arrivo help desk per presentare le domande

Poco prima, lo stesso ministero dell’Istruzione aveva assicurato che ci sarà “il massimo impegno per supportare i dipendenti coinvolti”. Si lavora, infatti, a sistemi di aiuto per la compilazione delle domande. Si va dall’attivazione di help desk su base regionale, a una guida con le istruzioni dettagliate, per aiutare chi dovesse incontrare difficoltà. Il ministero di viale Trastevere ricorda che è già previsto, da anni, che la domanda sia compilata online, in versione digitale”.

Sempre dal ministero, è stato infine ricordato che far “slittare ulteriormente” le date di presentazione dei trasferimenti, “avrebbe impattato poi negativamente sull’avvio del prossimo anno scolastico, il 2020/2021, a danno degli studenti e di tutto il personale. La mobilità è, infatti, passaggio necessario per poter definire gli organici per il prossimo anno”.