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Paritarie, ma il Governo da che parte sta?

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Sta assumendo dei contorni quasi paradossali la vicenda del sostegno finanziario prodotto dal Governo in carica per mantenere in vita le scuole paritarie: spesso accusata di favorire gli istituti privati a svantaggio dei pubblici, nell’ultimo periodo la maggioranza parlamentare ha dovuto difendersi anche dagli attacchi di coloro che sostengono il contrario. Di coloro secondo cui, in pratica, il Governo starebbe facendo ben poco per risollevare un settore i cui finanziamenti statali sono fermi da anni. Tanto è vero che rispetto alle ultime legislature, la attuale si sarebbe resa artefice di ingiustificati ritardi nelle sovvenzioni annuali stabilite. A sostenerlo è, in particolare, la Federazione italiana scuole materne, che ha denunciato una situazione al limite della sostenibilità. L’esempio di quest’anno sarebbe ‘lampante’: ad anno scolastico concluso “i contributi statali previsti dalla finanziaria alle scuole paritarie dell’infanzia, pari a 130 milioni di euro, nonostante ripetute promesse, ultima quella del ministro Gelmini di pochi giorni fa, – fa sapere la Fism – non sono stati ancora erogati”.
Come se non bastasse, la Federazione sostiene che quella dei finanziamenti alle scuole private è una mancanza destinata a peggiorare perché al ritardo dell’erogazione dei fondi stabiliti “si aggiunge il taglio di 258 milioni previsto ad oggi dalla manovra economica in corso e da quanto previsto nel bilancio triennale per il 2011”. E tutto ciò malgrado “un bambino che frequenti la scuola dell’infanzia statale – sottolinea la Fism – costi allo Stato 6.116 euro all’anno contro i 584 euro, contributo rimasto immutato dal 2001”.
L’organo di tutela degli istituti d’infanzia si rivolge quindi direttamente al ministro dell’Istruzione perché si adoperi al più presto, anche nei fatti, per “modificare il bilancio triennale dello Stato 2011-2013, o quantomeno quello del 2011” evitando, in tal modo, “il rischio di implosione dell’intero sistema scolastico paritario no profit”.
Secondo il Governo, però, le lamentele delle scuole paritarie sarebbero prive di reale fondamento. Di recente, il ministro Gelmini ha inviato messaggi di comprensione verso gli istituti scolastici non statali: “dobbiamo garantire ai nostri ragazzi – ha detto Gelmini durante un convegno sul settore – una buona scuola indipendentemente che sia statale o paritaria. Forse è venuto il momento di rivedere, di immaginare un adeguamento della legge 62 che in alcuni punti appare lacunosa e non in linea – ha concluso il responsabile del Miur – con il processo di sviluppo del sistema scolastico e formativo”
Ed alcuni giorni fa il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe Pizza, rispondendo ad una interrogazione, proprio sui finanziamenti in favore delle scuole paritarie, ha rassicurato i diretti interessati sostenendo che da maggio “il Mef ha autorizzato una variazione di bilancio che consentirà di trasferire alle Regioni i 130 milioni di euro a sostegno delle scuole paritarie”. Pronta la risposta dell’opposizione, per la quale ha parlato il senatore Antonio Rusconi (Pd), tra i promotori dell’interrogazione : “si tratta esattamente della stessa cifra erogata nel 2001”.