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Passaggi di sezione degli studenti, i consigli di classe dovrebbero essere ascoltati prima di una decisione

Lucio Ficara

Una docente X di un rinomato Liceo Scientifico di Roma ci chiede se è legittimo che il dirigente scolastico, senza ascoltare i Consigli di classe, decida di accogliere la richiesta di passaggio di uno studente dalla classe A alla classe B della stessa scuola e stesso indirizzo di studi. La docente X fa osservare che ascoltare il parere del Consiglio di classe dello studente e quello della nuova classe richiesta, dovrebbe essere un dovere deontologico da parte del dirigente scolastico, soltanto dopo, raccolti i pareri dei consigli di classe, il dirigente scolastico può prendere una decisione sulla richiesta per tale passaggio. Invece è accaduto che il dirigente scolastico, basandosi solamente sulle motivazioni della famiglia, ha deciso il passaggio dalla classe A alla classe B.

Passaggi di sezione degli studenti

Il cambio di classe interno della stessa scuola è una procedura che non necessita di una particolare documentazione e del nulla osta, quindi è una autorizzazione semplice che spetta al dirigente scolastico. Quindi è assolutamente vero che la decisione di un tale passaggio spetta proprio al capo di Istituto che procede al trasferimento dello studente da una classe all’altra. È utile sapere che tali passaggi “dovrebbero”, il condizionale è d’obbligo, essere effettuati sulla base di una procedura operativa decisa e deliberata in seno al Collegio dei docenti. È necessario specificare che i passaggi di sezione degli studenti riguardano temi sulla programmazione, sulla didattica e sulla valutazione, aspetti principali che riguardano sia il Collegio dei docenti, sia i consigli di classe.

A tal proposito è importante sottolineare che l’art.7, comma 2 lettera a) del d.lgs.297/94 stabilisce che il Collegio docenti delibera su aspetti fondamentali come il funzionamento didattico del circolo o dell’istituto e come previsto dalla lettera r) della stessa normativa, si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal presente testo unico, dalle leggi e dai regolamenti, alla sua competenza.

Per quanto suddetto è proprio il Collegio docenti che si deve pronunciare sulle procedure che regolamentano i passaggi degli studenti e delle studentesse da una classe all’altra all’interno dello stesso istituto e dello stesso indirizzo di studi o anche, seguendo il dettato normativo sui passaggi di indirizzo, il passaggio di indirizzo all’interno della medesima scuola.

Inoltre è necessario citare l’art.5, comma 6 del d.lgs. 297/94, dove è espressamente specificato che “le competenze relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al consiglio di classe con la sola presenza della componente docente”. È necessario non dimenticare che il Consiglio di classe è un organo collegiale che in particolare esercita le competenze in materia di programmazione e valutazione, si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal presente testo unico, dalle leggi e dai regolamenti alla loro competenza.

Per la normativa legislativa su citata, si comprende bene che il passaggio di uno studente da una classe della sezione A ad un’altra classe della sezione B, riguardando inevitabilmente tematiche relative alla programmazione, alla valutazione e al coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari, non può essere “processato” senza l’ascolto e il parere dei consigli di classe della sezione A e quello del consiglio di classe della sezione B.

Regolamento di Istituto

Per quanto suddetto le scuole dovrebbero prevedere un preciso regolamento, deciso dal Collegio docenti, che stabilisca che il passaggio dello studente da una sezione ad un’altra debba avvenire, come caso eccezionale, sulla base di reali e riscontrare motivazioni, ma solamente dopo che il dirigente scolastico abbia ascoltato il Consiglio di classe di uscita e di entrata del richiedente.

Quindi possiamo concludere che se un dirigente scolastico decidesse d’imperio un passaggio di uno studente da una classe ad un’altra senza ascoltare i consigli di classe in uscita e in entrata, probabilmente non rispetterebbe il regolamento interno della scuola, ma certamente compirebbe un’azione eticamente scorretta sul piano deontologico e del “rispetto” delle prerogative collegiali. Sarebbe una procedura chiaramente criticabile, scorretta, ma certamente difficilmente impugnabile.

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