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Pensione anticipata, ecco come funziona RITA

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Il tema delle pensioni è centrale per il Governo M5S-Lega. L’ultimo aggiornamento è quello riferito dal vicepremier Matteo Salvini, che ha annunciato che i lavoratori potranno andare in pensione con la “quota 100”, ma a 62 anni di età, e non 64 come previsto in precedenza. Almeno, questo è quello annunciato dal Ministro dell’Interno. In attesa che si proceda in questa direzione, al momento esistono altri modi per andare in pensione anticipatamente. Fra questi ricordiamo RITA, agevolazione riguardante i lavoratori della scuola. Proviamo a riprendere il tema.

Che cos’è RITA

La pensione anticipata RITA è uno strumento di cui possono beneficiare tutti coloro che hanno aderito ad un Fondo di previdenza complementare, come ad esempio il Fondo Espero per i dipendenti della scuola.
Per andare in pensione bisogna vantare 5 anni di permanenza nel fondo ed almeno 20 anni di contribuzione INPS.

Pertanto, invece di attingere al fondo accumulato per la pensione integrativa, il lavoratore che accede alla misura RITA utilizza invece quel capitale accumulato nel tempo come una rendita anticipata, in attesa di maturare i requisiti per il pensionamento ordinario.

Vale la pena sottolineare, tuttavia, che la rendita potrà essere al massimo di 5 anni e che potrà seguire un’erogazione mensile, bimestrale o trimestrale. Uno dei vantaggi più evidenti di RITA è che, oltre a godere di particolari agevolazioni fiscali, questa può essere richiesta anche insieme all’APE volontaria o all’APE sociale.

RITA: ecco le due possibili scelte

Chi sceglie RITA, ha due opzioni di scelta:

– Riscattare in anticipo l’intero capitale maturato con i fondi della previdenza complementare

– liquidare solo una parte di questa

Se nel primo caso, il lavoratore rinuncerà alla pensione integrativa futura, che sarebbe maturata mettendosi a riposo a 66 anni e 7 mesi, nella seconda ipotesi la rendita complementare non si annullerà del tutto ma avrà cifre decisamente più basse.

Come fare domanda

Per accedere alla pensione anticipata RITA sarà necessaria un’autocertificazione su un modulo previsto dalla società che gestisce il fondo di pensione integrativa, quindi ad esempio, nel caso dei lavoratori della scuola, sarà un modulo fornito da Espero.

Alla domanda deve essere allegata la copia del documento di identità, l’attestazione della maturazione dei 20 anni di contributi nel regime obbligatorio di appartenenza e una certificazione rilasciata dall’Ente previdenziale di appartenenza (es. estratto conto integrato o altra certificazione).

Il regime fiscale

Accedendo alla pensione anticipata Rita si accede al beneficio di un regime fiscale agevolato. La ritenuta da versare al fondo, infatti, è pari al 15%, per ogni anno di partecipazione al fondo e scatta una riduzione pari allo 0,30%, fino ad arrivare ad una aliquota pari al 9%.