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Pensioni quota 100, Inps non darà certificazione in tempo utile per la mobilità

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Informativa al Miur sui numeri dei pensionamenti.

Sono 42.425 le domande inoltrate complessivamente di queste 16.913 riguardano Quota 100.

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Le domande complessivamente pervenute da parte del personale docente, ATA e educativo sono 22.197, di cui 16.804 avvalendosi dei requisiti di Quota 100.

Considerato che entro la scadenza del 12 dicembre erano già pervenute 19.853 domande, i pensionamenti saranno complessivamente 42.050.

Saranno in tutto 375, di cui 109 con Quota 100, in pensionamenti dei Dirigenti Scolastici

L’amministrazione ha consegnato ai sindacati le relative tabelle divise per provincia e per profilo professionale.

Ecco il documento consegnato ai sindacati (clicca qui)

Ad oggi abbiamo in prospettiva circa 42mila pensionamenti, a cui si dovranno aggiungere quelli provenienti dalle cessazioni di ufficio per raggiunti limiti di età anagrafica (67 anni), o età anagrafica (65 anni) + il massimo del servizio.

Tutti i sindacati presenti – si legge in una nota della Flc Cgil – hanno lamentato il fatto che a causa delle inefficienze dell’Inps non sarà garantita la disponibilità degli ulteriori posti, in tutto 22.197, che si libereranno per le domande di pensione presentate entro il 28 febbraio scorso.

Infatti, l’Inps si è impegnato a garantire la certificazione in tempo utile per la mobilità solo delle domande di pensionamento presentate a dicembre e non anche quelle presentate entro il 28 aprile (per effetto di quota 100 e non solo).

Questo farà sì che non tutti i posti che si andranno effettivamente a liberare per i pensionamenti al 1° settembre 2019 potranno essere disponibili in tempo utile per le operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2019-2010.

L’amministrazione, condividendo il proposito di garantire il diritto alla pensione ai dipendenti,  è impegnata a presentare un piano di intervento per la gestione delle pratiche, piano che sarà illustrato presumibilmente nei prossimi giorni.

Dunque il rischio, nemmeno troppo basso, è che assisteremo a un’altra girandola di cattedre, incarichi e spezzoni fino ad autunno inoltrato.

La colpa, è bene precisarlo, non è soltanto di Quota 100. A pesare sono i nodi strutturali del reclutamento nella scuola e un fabbisogno di personale che non si riesce mai a soddisfare.

I disagi maggiori si verificheranno nei soliti territori (Lombardia, Piemonte, Veneto) e per le solite materie (matematica, italiano, inglese, sostegno).

Che fare, dunque?

Il Miur ha effettuato un deciso restyling del sistema del reclutamento eliminando il Fit su base triennale e aprendo per la prima volta ai laureati.

Per infanzia e primaria, con il concorso straordinario in corso, ci sarà una nuova procedura ordinaria. Entro l’estate potrebbe arrivare, invece, quella riguardante il reclutamento nelle scuole medie e superiori.

E poi i presidi: una volta superato l’orale, se vincitori si andrà subito sul posto di lavoro.