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Pensioni scuola, sindacati convocati al Miur il 17 luglio

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Il Ministero dell’Istruzione ha convocato le parti sociali sulla questione delle pensioni, in particolare per affrontare la grave situazione riguardante i numerosi lavoratori della scuola che, a causa delle disfunzioni tra INPS e Uffici Scolastici territoriali, vedono messi in discussione i propri diritti e la possibilità di essere collocati in pensione a partire dal prossimo 1 settembre 2018.

L’incontro con le organizzazioni sindacali si terrà martedì 17 luglio 2018.

A fronte del mancato diritto alla pensione e al riconoscimento di tutti i contributi versati dal personale della scuola all’Inps, il giorno 16 luglio alle ore 9.30, i sindacati saranno in presidio all’ufficio scolastico provinciale a via E. Frangipane 41 (metro B Cavour).

In mezzo alla notizia

“E’ inaccettabile come il grave ritardo dell’Inps nella determinazione del diritto alla pensione sta creando gravi danni ai lavoratori, alle lavoratrici e al funzionamento delle scuole. Il mancato collocamento in pensione determina effetti negativi anche sulla mobilità del personale scolastico e sulle immissioni in ruolo della componente precaria dal momento che i posti occupati da coloro che dovrebbero andare in pensione non sono disponibili poiché i posti occupati dal personale che dovrebbe essere in uscita dal sistema scolastico non sono resi disponibili per le relative operazioni, a causa della permanenza sugli stessi degli attuali titolari”, si legge in una nota.

“E’ urgente garantire il diritto alla pensione e il riconoscimento di tutti i contributi versati. I gravi ritardi accumulatisi in questi mesi hanno già causato diversi danni e violazioni di diritti ad altro personale della scuola che avrebbe potuto beneficiare della prevista cessazione dal servizio degli aventi diritto, ora altri pesanti danni rischiano di scaricarsi su lavoratrici e lavoratori che, dopo una vita di faticoso lavoro, vedrebbero negarsi un diritto maturato e/o subire altri possibili danni alle loro condizioni materiali”, conclude il comunicato.

Il botta e risposta tra Miur e Inps (clicca qui)

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