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Per l’aggiornamento, decide il preside

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La formazione, che sarà utile in termini di merito e di scatti economici, dovrà rispondere a un progetto più complessivo di interesse dell’intera comunità scolastica così come si evincerà dal rapporto di autovalutazione della stessa scuola. Per Italia Oggi i tecnici del Miur starebbero lavorando per una legislazione in materia di formazione obbligatoria in servizio, togliendo così tutte le contraddizioni oggi esistenti, mentre si registrano proteste per la mancanza di corsi di supporto alle attività di autovalutazione.

 

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Potrebbe debuttare al consiglio dei ministri del 27 febbraio un pacchetto di riforme che, stando alle anticipazioni del sottosegretario all’istruzione, Davide Faraone, sarà articolato su misure per gli studenti e misure per il personale, mentre potrebbe pure scattare un intervento sulle discipline obbligatorie e facoltative di insegnamento, e la necessità di una verifica delle Indicazioni nazionali.

Non sono noti i risultati, specifica Italia Oggi, del monitoraggio sulla consistenza per classi di concorso delle graduatorie ad esaurimento, che potrebbero contare meno dei 148 mila insegnanti ad oggi indicati come la platea finale dei precari da assumere. Il timore che serpeggia è che la composizione alle graduatorie non consenta di rispondere in modo soddisfacente al fabbisogno delle scuole, con docenti precari di classi di concorso per le quali ci sono esuberi, a fronte di altre classi che resterebbero scoperte. E un piano di riqualificazione professionale potrebbe non bastare per tutti.