Home Personale Personale Ata sul piede di guerra: forse ci sarà una “class action”

Personale Ata sul piede di guerra: forse ci sarà una “class action”

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All’interno delle segreterie scolastiche la tensione è alta,
c’è un grande risentimento nei confronti del governo Letta e del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza.
Il personale scolastico amministrativo delle scuole si sente tradito dal Miur che, solo poche settimane fa, attraverso la stessa ministra Carrozza, aveva dichiarato quanto segue: “Stiamo lavorando sia sul personale Ata che sugli insegnanti proprio in queste ore. Fino a pochi minuti fa eravamo insieme, staff del Miur e del Mef, per lavorare su questi temi”.
Lo aveva detto proprio il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, in un’intervista al ‘Tg1’, chiarendo anche che “il personale Ata può stare tranquillo”.
Anzi il ministro aveva sottolineato che “la crisi è superata, gli insegnanti possono stare tranquilli, ora dobbiamo lavorare sul futuro”.
Ma di quale tranquillità parlava il ministro Carrozza? Dall’incontro di ieri tra sindacati e Miur sulle posizioni economiche Ata, sembra che ci sia poco da stare tranquilli. Infatti la Flc Cgil, in un suo comunicato stampa, fa sapere che il Miur ha confermato che si procederà immediatamente al recupero delle somme già percepite da settembre 2013 mentre si terranno sospese quelle percepite negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013 per aderire alle pressanti richieste del MEF.
Questa mattina, accolta la notizia di questo recupero forzoso delle somme percepite dall’inizio dell’anno scolastico, nelle segreterie delle scuole italiane non si è fatto altro che parlare di questo affronto fatto alla categoria ata. Qualche amministrativo intraprendente sta raccogliendo adesioni per aprire un contenzioso legale di gruppo, una vera e propria Class Action. Un’altra grana che, dopo quella degli scatti degli insegnanti, scoppia tra Saccomanni e la ministra Carrozza, che sembrano avere il vizio dell’incapacità comunicativa, tra loro e verso il personale scolastico.
Sarebbe necessario capire un dato elementare, che non può essere ignorato tanto facilmente: si tratta di comprendere che ci sono persone, appartenenti al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario, che hanno già svolto i loro incarichi e devono, come è giusto che sia, essere retribuite, così come è illegittimo recuperare pagamenti effettuati al dipendente per prestazioni già effettuate e legittimamente riconosciute. É impensabile pensare che il funzionamento amministrativo delle scuole, come ad esempio il grande lavoro che le segreterie fanno durante gli scrutini intermedi, venga svolto come volontariato o addirittura prima pagato e poi recuperato forzosamente dalla propria busta paga.
Se il ministro dell’ istruzione vuole una corposa Class action contro queste illegittimità, ha trovato il modo per ottenere ciò che desidera.

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