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Più contagi, a New York i docenti non vogliono tornare a scuola: facciamo causa e ci mettiamo in malattia

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I problemi sul rientro a scuola, per via dei contagi da Covid-19, non riguardano solo l’Italia e i principali Paesi europei, come la Germania dove decine di istituti hanno chiuso dopo la riapertura con pochi limiti del 10 agosto scorso: anche dall’altra parte del mondo vi sono timori, probabilmente fondati poiché i contagi tendono ad aumentare. Come a New York, dove il potente sindacato degli insegnanti della nota città statunitense sta facendo forti pressioni sul sindaco Bill de Blasio per ritardare o revocare la riapertura delle 1.800 scuole della Grande Mela, prevista per il 10 settembre.

La minaccia dello sciopero

L’organizzazione sindacale, scrive l’Ansa, sta valutando addirittura se fare causa all’amministrazione locale o di sostenere uno sciopero se non saranno rispettate le richieste formulate sulla sicurezza negli istituti scolastici della Grande Mela.

Ora, poiché ai dipendenti del settore pubblico è vietato scioperare, i docenti di New York potrebbero ricorrere all’astensionismo di massa mettendosi in stato di malattia.

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Problemi ulteriori per le lezioni

Anche in questo caso, medici di base permettendo, la protesta creerebbe comunque notevoli problemi per lo svolgimento regolare delle lezioni, che già devono fare i conti con l’emergenza da pandemia che negli Stati Uniti ha raggiunto livelli, almeno in questo periodo, più severi rispetto al Vecchio Continente.

Sempre il sindacato newyorkese ha chiesto di testare tutti gli studenti e i membri dello staff prima che la scuola inizi.

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