Previsto per oggi pomeriggio, 20 gennaio, alle ore 15,00, un incontro tra Ministero e sindacati, sulle posizioni economiche Ata. Lo scorso 28 novembre, a seguito dell’ultimo incontro, erano state rinviate le prove finali per l’assegnazione di 50mila posizioni economiche.
“Per sopravvenute esigenze organizzative”, si leggeva nel documento, “la prova finale di valutazione della procedura […] inizialmente calendarizzata per i giorni 15, 16, 17, 18 e 19 dicembre, è rinviata a data da destinarsi. Il nuovo diario delle prove, con specifica indicazione della sede e degli orari di svolgimento delle stesse, verrà reso noto con successive comunicazioni“.
Subito dopo il rinvio comunicato dal Ministero, i sindacati avevano così commentato: “Stante la difficoltà di riorganizzare il tutto seguendo il criterio della viciniorità alla sede di servizio entro la data già prevista per lo svolgimento del concorso, il Ministero ha deciso di rinviare le prove a dopo le festività natalizie“, scriveva la Flc Cgil, rivendicando il ruolo svolto nella trattativa. “Naturalmente, senza la nostra richiesta inviata al MIM giovedì 27 novembre, le prove si sarebbero svolte secondo i criteri più disparati e tutti disfunzionali adottati nella stragrande maggioranza delle regioni”.
“Accogliendo con apprezzabile tempestività le richieste avanzate dalla CISL Scuola e dalle altre organizzazioni sindacali nel corso dell’incontro svoltosi il 28 novembre, il Ministero ha deciso di rinviare a data da stabilirsi le prove finali della procedura di attribuzione delle posizioni economiche al personale ATA“, scrive in una nota Cisl Scuola. “Ciò dovrebbe consentire di rivedere l’assegnazione della sede d’esame agli aspiranti, consentendo loro di poter svolgere la prova senza sottoporsi al disagio di lunghe trasferte, potendola sostenere in una sede più accessibile nella provincia in cui prestano servizio. È da ritenersi certo che le prove si terranno dopo le festività natalizie”.
Dello stesso avviso si era detta Elvira Serafini, segretaria generale del sindacato SNALS Confsal, la quale aveva spiegato che “il personale Ata non può continuare ad essere considerato di livello inferiore rispetto ad altre professionalità che lavorano all’interno del pubblico impiego: ci auguriamo, giunti a questo punto, che l’amministrazione riesca ad organizzare delle prove rispettose della dignità e dei bisogni logistico-professionali del personale Ata che ha presentato domanda di accesso alle nuove posizioni economiche”.