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Aggiornato il 19.11.2025
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Prof di ruolo e abilitato a soli 19 anni: “Insulti sui social? La mia vera risposta sarà data ogni giorno in classe” – INTERVISTA

Ancora storie di docenti giovani, che poco dopo il diploma si affacciano subito al mondo dell’insegnamento e si siedono rapidamente dall’altro lato della cattedra. Stavolta è il caso di un diciannovenne lombardo, Simone D’Agostino, già docente di ruolo e abilitato.

Il sogno del docente

Ai microfoni de La Tecnica della Scuola il giovane insegnante ha ripercorso la sua carriera. In previsione della partecipazione al concorso PNRR 2, nella primavera del 2025 ha frequentato il percorso universitario abilitante e conseguito l’abilitazione all’insegnamento (60 CFU) per la classe di concorso B016 (Laboratori di scienze e tecnologie informatiche) per la scuola secondaria di secondo grado, a soli 18 anni.

“Questo percorso abilitante mi ha fornito strumenti di tipo pedagogico-metodologico tramite lezioni e attività mirate alla formazione teorica della figura del docente. Non sono stati tralasciati gli aspetti più pratici, grazie all’inclusione di 150 ore di tirocinio diretto presso l’Istituto Scolastico Belotti di Bergamo. Tale tirocinio mi ha dato l’opportunità di fare ‘esperienza sul campo’, entrando in contatto con studenti e docenti ancor prima di assumere il ruolo di insegnante”, ha esordito.

“Contemporaneamente, ho partecipato al Concorso Ordinario PNRR2 e, in seguito al superamento delle tre prove previste (scritta, pratica e orale), sono risultato vincitore. Sono stato quindi nominato presso l’ISISS “Valle Seriana” di Gazzaniga (BG), prendendo servizio in data 11/11/2025 per l’insegnamento di Laboratori di scienze e tecnologie informatiche (classe di concorso B016)”, ha spiegato.

Il ragazzo ha sviluppato, già dai tempi, della scuola, la passione per l’insegnamento. Anche se, ci ha raccontato, non vorrà insegnare per sempre, perlomeno non a scuola: “La mia passione per l’insegnamento si è sviluppato negli ultimi anni della scuola superiore, in particolare durante il quarto anno che, per merito, mi ha visto conseguire il diploma in anticipo. (4 anni). Il mio interesse è sorto nell’ambiente del laboratorio, dove la continua sperimentazione, guidata dal docente pratico, mi ha particolarmente affascinato. Attualmente, frequento il corso di Laurea in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Milano. Il mio obiettivo professionale è diventare docente teorico di Informatica per la scuola secondaria di secondo grado (classe di concorso A041). Il mio sogno, pur restando nell’ambito dell’insegnamento, è quello di intraprendere la carriera accademica per diventare Ricercatore Universitario e successivamente Docente Universitario”.

“I docenti giovani possono dare un valore aggiunto, anche se i più grandi sono insostituibili”

E il rapporto con colleghi e alunni? Sembra positivo: “Nonostante la mia esperienza nell’ambiente scolastico sia ancora molto breve, devo dire di trovarmi davvero a mio agio. L’integrazione è stata immediata: i colleghi sono stati estremamente accoglienti e disponibili, contribuendo a creare un clima di supporto fondamentale. Anche la relazione con gli studenti si è rivelata subito positiva e gratificante. Nonostante la vicinanza anagrafica (gli alunni sono quasi miei coetanei), sono riuscito a stabilire un’efficace autorevolezza. Ho notato di poter catturare la loro attenzione e il loro entusiasmo, creando un clima empatico basato sull’ascolto e sul dialogo costruttivo”.

La giovane età non sembra essere un ostacolo: “Credo fermamente che i docenti giovani possano offrire un valore aggiunto, data la loro maggiore vicinanza al mondo e al linguaggio dei ragazzi. Allo stesso tempo, i colleghi più grandi apportano un contributo insostituibile, offrendo la loro vasta esperienza, soprattutto in termini di gestione della classe e conoscenza delle dinamiche scolastiche”.

Il docente ha riflettuto su un ultimo punto: la narrazione dei giovani che raggiungono traguardi precocemente è tossica? Perché spesso questi vengono insultati sui social? Ecco la sua opinione: “Ho ascoltato e riflettuto molto sulla questione della denigrazione dei giovani docenti sui social media. Nonostante io non li utilizzi, sono consapevole della ‘cattiveria’ che si diffonde online. Ritengo che la denigrazione sia un fenomeno tossico e profondamente ingiusto, che ignora l’impegno e il merito che ho investito per arrivare fin qui. Di fronte a questo ‘rumore’, la mia scelta è il ‘silenzio professionale’.

“Dal mio punto di vista non vale la pena sprecare energie cercando di convincere sconosciuti online del mio valore. La mia vera risposta non sarà su una tastiera, ma sarà data ogni giorno in classe. Sicuramente sarà la qualità della mia didattica, l’impatto positivo che ho sui miei studenti e colleghi, a parlare per me. È tra i banchi e in laboratorio, che dimostro chi sono e perché merito il mio posto”, ha concluso. 

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