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Prof no-vax: gli escamotage per aggirare gli obblighi

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Fatta la legge, trovato l’inganno, che però nel nostro caso riguarda l’aggiramento dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, in vigore da mercoledì 15 dicembre e stabilito dal decreto del 26 novembre con l’obbligo anche della terza dose.

Constatato fra l’altro che perfino il Tar Lazio ha respinto la richiesta, presentata da un sindacato della scuola, di immediata sospensione del provvedimento, alcuni docenti hanno alzato l’ingegno e inventato escamotage per non ricevere la somministrazione del vaccino.

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L’aggiramento strategico consisterebbe, come riporta l’Adnkronos, nel fare ricorso alla certificazione per malattia.

Dice a tal proposito una dirigente scolastica: “Li vediamo in corso d’opera. L’ultima trovata è quella dei docenti che hanno ricevuto la lettera di invito alla vaccinazione il 15 dicembre e oggi si sono messi in malattia per i prossimi 5 giorni. Quindi al quinto giorno non potranno essere sospesi”. 

“Sono raggiri a cui non si pensa. Per non parlare delle diffide a non adempiere al decreto legge inviate dagli avvocati, che per noi però sono carta straccia. O di chi si è rifiutato di prendere materialmente in mano la lettera di invito consegnata dal dirigente, nell’illusione che il rifiuto possa bloccare il decorso dei tempi antecedenti alla sospensione. Fatto che non è perché il Codice civile stabilisce l’azione di consegna davanti a testimoni viene opportunamente verbalizzata, pertanto ha valore di notifica”.

Altra trovata dovrebbe essere quella dei tempi di attesa della prenotazione. 

Dice sempre la preside: “Il giochino delle prenotazioni lascia il tempo che trova. Per noi ha valore la prima prenotazione, a cui deve corrispondere la regolarizzazione. Se ciò non avviene, noi dirigenti procediamo con la sospensione. Sarà a onere del personale rivalersi poi nelle sedi competenti”.