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Proroga di un mese per i piani di dimensionamento

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Slitta di un mese il termine per la predisposizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche da parte delle Regioni.
Lo ha disposto nei giorni scorsi il Ministero dell’Istruzione anche per venire incontro ad una richiesta avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Il Miur ha anche precisato che il valore limite di 1.000 alunni previsto per gli istituti comprensivi può essere inteso con media regionale di riferimento.
“Conseguentemente – spiega il Miur –
laddove l’organizzazione razionale della rete lo richieda, evidentemente per casi che non possono essere che sporadici, nel piano di dimensionamento potranno figurare istituti comprensivi con valori inferiori a quelli previsti dalla legge sopra richiamata, purché nell’ambito regionale vi siano istituzioni scolastiche che presentino valori che compensino adeguatamente i predetti valori  inferiori salvaguardando la media di riferimento”.
Il Ministero chiarisce anche che in fase di prima applicazione della norma si possa procedere nella costituzione degli istituti comprensivi con gradualità tenendo conto “di particolari esigenze geografiche, socioeconomiche e legate alla storia del territorio”.
Parzialmente soddisfatta la Flc-Cgil che così commenta: “Il rinvio della scadenza al 31 gennaio 2012 per la predisposizione dei piani se da una parte consente di aver più di tempo per coinvolgere maggiormente i diversi soggetti finora lasciati ai margini come scuole e organizzazioni sindacali e per intervenire con più oculatezza sulle proposte di dimensionamento, dall’altra lo slittamento dei tempi rischia di comportare gravi ritardi nella predisposizione delle iscrizioni degli alunni, degli organici del personale e di conseguenza su tutte le operazioni relative all’avvio del prossimo anno scolastico”.
Per questo motivo la Flc-Cgil continua a sostenere la proposta di rinviare di un anno tutte le operazioni di dimensionamento in corso in modo da
“evitare al sistema scolastico nazionale un ulteriore intervento distruttivo, che comporterà la disarticolazione della rete scolastica territoriale con conseguente impoverimento della qualità dell’offerta formativa già fortemente pregiudicata dagli interventi del precedente governo”.