Prima Ora | Notizie scuola del 8 maggio 2026

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08.05.2026

Cyberbullismo, il MIM stanzia 2 milioni di euro per la prevenzione nel 2026: erogazione alle scuole entro il 30 giugno

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato il piano di riparto delle risorse destinate al contrasto del cyberbullismo per l’anno finanziario 2026. Con un decreto dipartimentale del 16 aprile 2026, è stata disposta l’assegnazione di 2 milioni di euro a favore degli Uffici Scolastici Regionali (USR).

Questi fondi, attinti dal “Fondo permanente per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, mirano a sostenere strategie di attenzione, tutela ed educazione per gli studenti di ogni ordine e grado. L’obiettivo centrale è promuovere un uso consapevole della rete e l’acquisizione di competenze in materia di “Cittadinanza digitale”, in linea con le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.

I criteri del riparto

La distribuzione dei fondi tra le regioni non è avvenuta in modo uniforme, ma seguendo tre parametri specifici basati sui dati dell’anno scolastico 2024/2025:

  • 40% (800.000 euro) distribuito in base al numero complessivo di alunni iscritti in ciascuna regione.
  • 20% (400.000 euro) basato sulla percentuale regionale di studenti a rischio abbandono scolastico.
  • 40% (800.000 euro) assegnato in base alla percentuale di casi di cyberbullismo segnalati attraverso la Piattaforma Elisa.

Secondo i dati del monitoraggio 2024/25, su circa 189.000 partecipanti, sono stati segnalati 24.333 casi di cyberbullismo a livello nazionale.

Dalla tabella di riparto allegata al decreto, emerge che la Lombardia è la regione che riceverà la quota maggiore, con oltre 308.000 euro, seguita dalla Campania (circa 227.000 euro) e dal Veneto (quasi 200.000 euro). Altre regioni con stanziamenti significativi includono il Lazio (176.000 euro) e la Sicilia (169.000 euro).

Progetti nelle scuole

Le risorse saranno erogate alle istituzioni scolastiche entro il 30 giugno 2026 tramite appositi avvisi pubblici emanati dagli USR. Le scuole sono chiamate a presentare progettualità innovative che prevedano:

  • Metodologie didattiche attive come la peer education (educazione tra pari) e il cooperative learning
  • Il rafforzamento delle competenze socio-emotive e dell’empatia
  • Il coinvolgimento attivo delle famiglie e del territorio.

Il decreto apre inoltre la porta alla collaborazione con associazioni sportive dilettantistiche, associazioni di genitori (come quelle del FONAGS) e altri enti impegnati nella tutela dei minori.

Monitoraggio e trasparenza

Per garantire l’efficacia delle misure, il Ministero ha previsto un rigoroso sistema di monitoraggio. Entro il 31 gennaio 2027, gli USR dovranno trasmettere un report dettagliato sull’impatto dei progetti finanziati, indicando il numero di studenti coinvolti e i risultati ottenuti in termini di riduzione del fenomeno.

IL DECRETO

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