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Prostituzione tra minori è vera emergenza educativa

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”Il disagio degli adolescenti costituisce un’emergenza sociale e una periferia esistenziale. Il modo scorretto di vivere la sessualità assume forme di vera prostituzione fra minori”, occorre dunque aprire gli occhi “su una situazione emergenziale educativa che va presa molto sul serio”. 
Tuttavia, per il vescovo dell’Aquila, il fenomeno della prostituzione fra minori è realtà diffusa, “come mi hanno confermato altri educatori di diverse regioni italiane, ma dinanzi al quale ci si sente quasi impotenti perché richiede non tanto l’azione pur doverosa delle forze dell’ordine, ma esige un’azione educativa complessa e articolata, che veda lavorare insieme nella prevenzione le famiglie, la scuola, le istituzioni pubbliche, la comunità cristiana e ogni organizzazione di volontariato”. 


Per il presule 
”c’è un distacco abissale tra il loro mondo e il nostro di adulti. I genitori sono preoccupati spesso di tanti altri problemi fino a dimenticare di fatto che i ragazzi, specialmente nella fase della crescita, prima di beni materiali hanno bisogno della presenza, della coerenza, dell’ascolto e della pazienza dei genitori e degli adulti. Quel che più mi colpisce è sentire dai ragazzi frasi del genere: “E’ inutile che parlo con i miei, intanto non hanno tempo per ascoltarmi e poi non mi capiscono”, oppure ” Che interessa a voi adulti quello che facciamo noi ragazzi? “. Colgo cioè una carenza di fiducia e di dialogo imputabile a tanti motivi, ma in primo luogo a una crisi che prima d’interessare i ragazzi, colpisce noi adulti. Ho capito che i ragazzi non si aspettano di avere genitori perfetti, ma persone coerenti e capaci di trasmettere loro quella sicurezza per il futuro, che però spesso manca in primo luogo proprio agli adulti”.
“Profittare della fragilità dei bambini e dei ragazzi da parte degli adulti è sicuramente un crimine, e registrare episodi di sfruttamento sessuale tra gli stessi minori è uno stimolo per genitori ed educatori a riflettere su quale modello di sessualità viene difatti veicolata. Si possono cercare tanti piccoli rimedi, ma, se si vuole andare al fondo dei problemi, non si può non riconoscere che è necessaria una sana e completa educazione alla sessualità che tenga conto anche del valore della castità. L’ambito della sessualità umana è delicato, e in giro vedo poche possibilità di autentica educazione sessuale, che mai può ridursi a mera informazione o peggio a un invito a “divertirsi” insegnando come “proteggersi” usando il proprio sesso. Se poi si tiene conto anche del bullismo che è presente tra gli adolescenti, il risultato è che ragazzi senza reali punti di riferimento educativi diventano preda di facili agganci, quando non di inconfessate costrizioni a cedere alle richieste di adulti o di coetanei dietro compensi di vario tipo, tra cui in denaro. Bisogna infine riconoscere che questi fenomeni mettono in luce anche l’immaturità sessuale di adulti, feriti nell’infanzia da episodi di abusi sessuali. Accanto alla necessaria educazione, la Chiesa è chiamata ad offrire anche luoghi e strumenti per la guarigione interiore e per far scoprire e coltivare la bellezza della sessualità come pienezza del dono di amore e non affannata ricerca di piacere”.
Per questo c’è bisogno, dice il vescovo, di una “vera e santa alleanza fra tutte le istituzioni pubbliche e private per offrire ai ragazzi modelli validi di riferimento e spazi di ascolto e di dialogo, che permettano loro di sentirsi a proprio agio, compresi e aiutati ad affrontare le tappe della crescita adolescenziale. E’ un impegno da assumere con responsabilità da parte in primo luogo dalla famiglia, che purtroppo è in una crisi preoccupante. Se non si tiene saldo l’istituto familiare, il rischio del tracollo sociale è inevitabile”
E se “il disagio dei minori è riflesso e conseguenza del disagio che esiste tra gli adulti”, si deve allora “riconoscere la necessità d’una opportuna formazione degli adulti e di spazi di ascolto e accompagnamento per genitori ed educatori. Le famiglie che scoppiano, la crisi economica che stiamo attraversando, i mutamenti sociali e culturali di quest’epoca e tante altre situazioni complesse e disarmoniche creano nuove problematiche e richiedono piste nuove da percorrere”.

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