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11.04.2026

Dad a maggio? Novara: “Come se qualcuno chiedesse se abbiamo bisogno di riaprire i campi di concentramento” – VIDEO

Dad a maggio a causa della crisi energetica in corso per risparmiare su riscaldamenti e benzina? Il pedagogista Daniele Novara, intervenuto ai nostri microfoni, crede che sia una misura totalmente da escludere. L’allarme lanciato una settimana fa, il sabato di Pasqua, da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha fatto discutere.

Quest’ultimo ha chiarito la sua posizione ieri, 10 aprile, ospite proprio a Novara, nel corso di un talk organizzato dalla Tecnica della Scuola per parlare proprio di questo tema, dicendo che la sua non era una richiesta, ma una semplice riflessione.

Il pedagogista è intervenuto duramente: “Non c’è bisogno nel modo più assoluto di riproporre questa DAD, che non ha niente a che vedere con la scuola. Pertanto mettiamoci tutti tranquilli: anche in condizioni difficili, come nel caso in cui la situazione energetica tracollasse, la scuola si può fare ma deve essere una scuola in presenza, dove ci si vede, ci si sente e si vive assieme. La scuola è una comunità di apprendimento, non un luogo di ricezione uditiva. Comunità significa che si interagisce, si fanno esperienze e si lavora assieme. Nella comunità conta l’attività dell’alunno: a scuola devono lavorare gli alunni, non devono esserci insegnanti che fanno solo ‘spiegoni'”.

“Insistere sulla DAD significa voler eliminare la scuola. È un disegno terribile perché implica che qualcuno stia pensando che non ci sia bisogno della scuola e che si possa fare tutto online. Dietro ci sono pensieri malati e osceni di eliminazione di una componente essenziale della nostra crescita e del nostro futuro. Sospendiamo questi dibattiti perché non c’è nessuna base pedagogica né alcun motivo per ritornare a quegli esperimenti. È come se qualcuno chiedesse, scusate il paragone, se abbiamo bisogno di riaprire i campi di concentramento. Più o meno è la stessa cosa: i danni ai nostri ragazzi e bambini sono stati enormi e li stiamo vivendo ancora oggi drammaticamente. Non abbiamo bisogno di fare esperimenti terribili che producono solo danni”, ha concluso.

Dad a maggio? Quasi la metà dei docenti a favore

La Didattica a distanza per cause nazionali di forza maggiore, tanto osteggiata durante e dopo il periodo Covid, non sembra essere disdegnata dagli insegnanti, almeno così come ci si potrebbe aspettare: in caso di aggravamento della crisi energetica, dovuta alla guerra in Medio Oriente, quasi la metà dei docenti si dichiara infatti favorevole all’attivazione della didattica a distanza.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Tecnica della Scuola, con 1.655 risposte prodotte da docenti, studenti e genitori all’indomani dell’ipotesi Dad da svolgere già nel mese di maggio, paventata dapprima in ambienti sindacali nel weekend di Pasqua, ma poi smentita dal Governo.

In particolare, esaminando le risposte al sondaggio, risulta che il 52,82% dei docenti rifiuta l’idea di tornare alla Dad, o comunque non la ritiene una misura adeguata da applicare. Il 46,40% invece la gradirebbe, forse anche spinto dalla necessità di risparmiare i soldi della benzina, in costante aumenti, per recarsi al lavoro. In generale, la maggior parte dei docenti ha specificato che la didattica ideale si svolge in presenza, ma in determinate circostanze la Dad è comunque una risposta possibile per proseguire le lezioni.

Attraverso il sondaggio è stato chiesto, solo agli insegnanti, anche di esprimere la loro opinione rispetto al possibile svolgimento – in vista degli ultimi adempimenti di maggio e giugno – dei collegi docenti in modalità online. Su questa possibilità la tendenza è risultata decisamente chiara: l’88,95% degli insegnanti si è espresso in modo favorevole.

La simulazione: quanto spendono i docenti per il carburante?

Una percentuale non trascurabile di lavoratori della scuola, docenti e Ata, è costretta a compiere ogni giorno tratti di strada non indifferenti: sono i pendolari della scuola. Ma quanto spendono questi dipendenti ogni mese? Da una simulazione della Tecnica della Scuola risulta che la spesa è importante.

Se si calcola una tratta di 150 chilometri al giorno, 75 chilometri all’andata e 75 al ritorno, solo nel mese di febbraio, a fronte di 24 giorni lavorativi, la spesa per un docente pendolare è stata di circa 306 euro per un’auto a diesel (calcolando una media di 20 chilometri percorsi con un litro di carburante) e di 397 euro per un’auto a benzina (15 chilometri al litro). A marzo, a fronte di 26 giorni lavorativi, a causa dell’innalzamento del prezzo del carburante, la spesa è lievitato a 388 euro per un’auto a diesel e a 459 euro per un’auto a benzina. Considerando che il compenso di un dipendente pendolare della scuola varia, a inizio carriera, tra i 1.200 e i 1.500 euro, possiamo dire che la spesa affrontata per il trasporto casa-scuola-casa (senza considerare altri costi, come l’usura delle gomme, dei freni e delle somme necessarie all’assistenza del veicolo privato) si colloca tra il 25% e il 30% dello stipendio.

Cosa dice la normativa sulla Dad?

Ma le scuole sarebbero pronte a tornare alla didattica a distanza? La Tecnica della Scuola ha ripercorso le indicazioni date alle scuole durante la pandemia da Covid, dai primi Dpcm fino alle linee guida del 7 agosto 2020 che parlavano di Didattica Digitale Integrata (DDI). 

C’è da ricordare che secondo quanto stabilito dall’Ipotesi di CCNI del 25 ottobre 2020, l’attivazione della didattica a distanza è “strettamente ed esclusivamente legata allo stato di emergenza dovuto al virus COVID-19”, almeno a livello generalizzato. In soldoni, al momento il CCNI dei docenti relativo alla Dad fa riferimento solo alla situazione epidemiologica da Covid. Solo con un intervento del Governo si potrebbe estendere ad altre situazioni, come appunto quella attuale di crisi energetica.

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