Noi docenti di ruolo e aspiranti della classe di concorso A23 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera), rappresentati collettivamente, intendiamo sottoporre alla Vostra urgente attenzione la gravissima e paradossale situazione che stiamo vivendo in questi giorni, caratterizzata da una totale assenza di stabilità e da una preoccupante opacità gestionale.
Nonostante l’introduzione del Decreto Legge 106/2024 – che ha previsto l’inserimento dei docenti A23 nelle scuole secondarie di primo e secondo grado in presenza di una percentuale di alunni stranieri pari o superiore al 20% – assistiamo a una sistematica mancata assegnazione di tali docenti da parte degli Uffici Scolastici Provinciali (USP).
Ad oggi, il meccanismo di assegnazione delle cattedre rimane del tutto oscuro: non ci è chiaro se l’input debba arrivare direttamente dal Ministero, se sia di esclusiva competenza degli USP o se spetti ai Dirigenti Scolastici farne esplicita richiesta laddove sussistano i requisiti numerici degli alunni.
Questa incertezza si sta traducendo in una situazione drammatica per noi lavoratori. In questi giorni, moltissimi di noi, docenti di ruolo, risultano perdenti posto nelle scuole secondarie dove avevamo ottenuto la titolarità solo lo scorso anno, e all’interno delle quali i numeri degli alunni non italofoni giustificherebbero ampiamente la nostra presenza. Questo cortocircuito nasce dal fatto che la nostra classe di concorso è stata inserita nell’organico di diritto ma sul potenziamento, anziché come cattedra curricolare.
Di conseguenza, con i tagli al potenziamento effettuati per l’anno scolastico in corso, moltissimi posti sono stati soppressi. Tutto ciò sta avvenendo in palese violazione della Nota Ministeriale del 16 aprile 2026, che avrebbe dovuto “blindare” la nostra categoria. Siamo testimoni di un fumoso meccanismo di “rotazione” delle nostre cattedre, di cui però non comprendiamo né le ragioni né i criteri applicativi. In questo modo, ci viene preclusa qualsiasi prospettiva di continuità didattica e stabilità lavorativa. Chiediamo inoltre che si faccia chiarezza sui criteri con cui gli USP continuano ad assegnare le cattedre A23 quasi esclusivamente nei CPIA, ignorando la stringente necessità e l’alto tasso di alunni non italofoni presenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Contestualmente, denunciamo la situazione degli stessi CPIA: molti centri continuano ad operare con un numero di insegnanti A23 assolutamente insufficiente rispetto al reale fabbisogno. Inoltre, anche all’interno dei CPIA avvertiamo una forte mancanza di chiarezza sul ruolo specifico che dobbiamo svolgere, nonché una nebulosità circa i nostri diritti e doveri professionali, spesso lasciati alla libera interpretazione delle singole dirigenze. Su questo specifico tema, rimaniamo a disposizione per condividere le nostre proposte e suggerimenti operativi. Inoltre, denunciamo con forza che i posti dei pensionamenti della primaria, che dovrebbero trasformarsi in cattedre A23, vengono invece congelati, penalizzando la didattica per l’utenza straniera.
Alla luce di quanto esposto, richiediamo un intervento immediato e coordinato di codeste spettabili sigle sindacali e degli organi ministeriali competenti per:
1. Chiarire univocamente l’iter e le responsabilità nell’assegnazione delle cattedre A23 nelle scuole secondarie.
2. Sanare la paradossale situazione di noi docenti di ruolo dichiarati perdenti posto, garantendo la stabilità della cattedra al di fuori delle logiche di taglio del potenziamento.
3. Vigilare sul rispetto della Nota Ministeriale del 16 aprile 2026.
4. Definire compiti, diritti e doveri di noi docenti A23 nei CPIA e aumentarne l’organico.
Restiamo in attesa di un riscontro urgente e di azioni concrete a tutela del nostro diritto al lavoro e del diritto allo studio dei nostri alunni stranieri.
Cordiali saluti,
Il Gruppo dei Docenti e Aspiranti CDC A23