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Reclutamento docenti, Bianchi: “Assumeremo 61 mila insegnanti nel 2022 e arriveremo a 70 mila entro il 2024” – RIVEDI LA DIRETTA

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Si svolge oggi, 25 maggio, alle ore 12:30, l’audizione al Senato del ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi sul decreto 36 in tema di reclutamento e formazione dei docenti.

LA DIRETTA

Il ministro ha parlato di impalcature di riforme: “La riforma dell’Its, ad esempio, l’orientamento non come marketing, ma come accompagnamento per i ragazzi dalla primaria per un percorso di vita. Di lì partono altre iniziative per il dimensionamento delle nostre strutture scolastiche e il percorso assunzioni e formazione insegnanti. Le riforme del Pnrr sono un insieme di una nuova scuola adeguata ai tempi che viviamo”.

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E ha aggiunto: “Abbiamo questa visione integrata, il tema è fondamentale, non solo reclutamento, ma anche formazione dei nostri insegnanti. formazione iniziale come elemento fondante di un percorso che permetta ai nostri ragazzi di avere un percorso. Questo è un pezzo che è dentro il Pnrr. Vi è una necessità di confronto con l’Europa. La prima parte riguarda questo, un percorso per gli insegnanti della scuola secondaria.”

Patrizio Bianchi ha anche sottolineato l’importanza della scuola primaria: “La scuola primaria rimane il punto fondamentale, ci sarà un esperto di scienze motorie che entra in un gruppo didattico, da lì torniamo indietro sullo 0-6. Abbiamo dato un percorso standard per chi vorrà fare l’insegnante, 60 crediti che saranno in parte di pedagogia, didattica della materia specifica e dall’altra parte di tirocinio. Dopodiché ci sarà il concorso, abbiamo introdotto il punto fondamentale, una commissione ci dirà come fare i concorsi. Dal 2025 torniamo alle domande aperte, abbiamo un vincolo europeo per assumere 70mila insegnanti con la nuova procedura d’urgenza. Assumeremo 61mila insegnanti dopo i 60mila scorsi. Percorsi e concorsi, ci sarà un periodo di prova. Sul concetto di transitorio dobbiamo capire bene, il Parlamento vorrà fare delle modifiche migliorative. Sul regime transitorio saremo molto attenti a tutte le indicazioni che verranno date. Entro il 2024 ci sarà la necessità di raggiungere i 70mila neoassunti che ci sono stati indicati dall’Europa per raggiungere l’obiettivo del Pnrr”.

“Sulla formazione continua – ha affermato il ministro – si parla soprattutto di digitale, abbiamo fatto una distinzione chiara. La formazione ai nostri insegnanti che permetta ai nostri ragazzi un uso consapevole del digitale. Dare risposte ai nostri ragazzi, cardine di questa fase. Abbiamo investito 10 miliardi in bandi per le scuole. Nuovi linguaggi come musica, arte che potremo finanziare con le quote sulle competenze. Tutte queste attività verranno coordinate dalle scuole d’alta formazione. Parliamo di 1 milione di persone da formare entro il 2025”.

Per quanto riguarda la formazione incentivata: “Tra gli obiettivi ce n’era uno, il blocco della mobilità che noi abbiamo individuato in 3 annie non 5. Abbiamo ribadito che se si doveva misurare il merito si doveva dare sulla formazione. Non puoi valutare il merito del singolo non tenendo conto del contesto. Tema delle risorse: abbiamo assunto impegno reciproco col Mef. Siamo in profondo declino demografico, la stima al 2032 contrazione di 1, 3 milioni di studenti. Cambia la società quando vengono meno tutti questi bambini. fino al 2026 non tocchiamo gli insegnanti. il numero delle classi in Italia oggi è sotto i 20. Non riusciamo a fare la prime, altro che classi pollaio. Problema che non vediamo alle superiori. Isole e altre parti rischiano di non avere bambini. dal 2026 tutte le risorse rimangono nel settore scuola. Sono 3 miliardi e mezzo. Ragioniamo su un periodo molto lungo, una scuola diversa che dev’essere più affettuosa e partecipata”.

Il ministro conclude: “Ho grande rispetto del Parlamento e i miglioramenti che possono arrivare. Insisto molto sul tema della formazione in servizio. Nulla si sottrae alla contrattazione collettiva. Non solo un testo per oggi ma un testo che proietti in avanti su una scuola partecipata”.